Ast: positivo incontro con vertici Thyssen, oggi si chiude al Mise?

ThyssenKrupp (Getty Images)
ThyssenKrupp (Getty Images)

Si avvia ad una conclusione, si spera positiva, la lunghissima vertenza tra i lavoratori delle Acciaierie Speciali di Terni, controllate dalla Thyssenkrupp, e l’azienda stessa. Il Governo, e in particolare il Ministero dello Sviluppo Economico, ha patrocinato a lungo questa trattativa, che oggi proprio nel palazzo di via Molise potrebbe giungere ad un epilogo. Sicuramente è stato fondamentale l’apporto dei delegati sindacali nazionali e territoriali di Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che ieri, a Monaco di Baviera, hanno incontrato i vertici tedeschi dell’azienda. Proprio da uno di questi, Markus Bistram, responsabile del personale del settore Materials di Thyssen, arriva l’apprezzamento per il percorso svolto fino ad ora dall’ad di Ast, Lucia Morselli, e la rassicurazione che il sito non sarà venduto, bensì ristrutturato e rilanciato.

Non solo, secondo i sindacati, la Thyssenkrupp vorrebbe puntare sulla qualità della produzione, piuttosto che sulla quantità, motivo per cui è stata rilanciata l’idea, al termine dei due anni di verifica, di chiudere eventualmente uno dei due forni per questioni di sovracapacità del settore siderurgico in Europa.

L’azienda tedesca ha poi rilevato che gli aiuti statali italiani non sarebbero soddisfacenti, in quanto stanziati in un’ottica a breve termine; nonostante questo, sottolinea il board,ci sono stati diversi passi avanti e concessioni sindacali da parte dell’azienda, che ora auspica una soluzione positiva della vertenza e un dialogo più disteso. Poi, l’ennesima minaccia ai lavoratori e ai sindacati, che, con quasi un mese di sciopero alle spalle, starebbero mettendo a rischio la stabilità dell’azienda e la loro. Dal canto suo, la parte debole ritiene di aver ottenuto passi avanti importanti nel dialogo, ma che questi ancora non siano sufficienti, specie in ottica di volumi produttivi. L’augurio è quello che nell’incontro di oggi “ci siano cambiamenti utili per trovare una strada da percorrere insieme”.

Il ministro che sta mediando in questa difficile vertenza, Federica Guidi, ieri ha spiegato: “Domattina alle 10 il ministero è nuovamente sede per un incontro con le parti, con l’intento di andare ad oltranza verso, speriamo, una soluzione positiva che dia uno sbocco a questa vicenda compreso il fatto dell’operatività. L’azienda è bloccata da 24-25 giorni e questo naturalmente è un ulteriore danno, un ulteriore problema che stiamo cercando di risolvere”. Silenzio, invece, sull’incontro in Germania: “Non essendo presente non posso dare nessun giudizio sulla trattativa che si sta svolgendo a Monaco. Era un incontro atteso”. Venerdì scorso, invece, si è riusciti a “rifocalizzare alcuni punti qualificanti del piano industriale. Il Governo, io personalmente, abbiamo chiesto all’azienda di fare una valutazione rispetto a un piano che noi vorremmo fosse quadriennale di investimenti e quindi anche di mantenimento dell’integrità del sito”.

Mario Ghini, della Uilm, era presente all’incontro di Monaco di Baviera e ne ha raccontato così il contenuto: “Oggi il board di ThyssenKrupp ci ha dichiarato che vuole investire su Ast e che non ha nessuna intenzione di vendere l’azienda italiana. Ci sono state importanti conferme sul fronte societario: Markus Bistram, direttore del personale della divisione Materials e membro del board, ha dichiarato che la strategia dell’azionista sull’inossidabile cambiata, perché c’è la volontà di investire su Ast e nessuna volontà di vendere lo stabilimento italiano. Ovviamente, diventa importante la giornata di domani per cercare di superare le differenze ancora esistenti sul piano industriale convinti che, in particolare sulla verifica a 24 mesi, il Governo debba mettere in atto tutto il suo peso e la sua autorevolezza”.

Nessuna distorsione, quindi, tra quanto affermato dall’azienda e quanto percepito dai sindacati, che, come in altre occasioni, parlano con prudente ottimismo, pronti a cambi di idea repentini da parte di Ast: Maria Antonietta Vicaro, segretaria nazionale Ugl, ha infatti riferito che “i vertici tedeschi si sono mostrati cautamente disponibili a un dialogo che renda possibile e sostenibile garantire un futuro alle Acciaierie di Terni. L’azienda ha confermato la volontà di mantenere il sito e non metterlo in vendita, effettuando una verifica sul secondo forno allo scadere dei due anni. Da parte nostra abbiamo ribadito che non accetteremo accordi al ribasso, e che il piano di luglio va modificato ma siamo disponibili a trovare un accordo in tempi brevi a patto di ripristinare un clima di fiducia, soprattutto sul futuro dello stabilimento”.

Ap