Sindacati verso mobilitazione unitaria. Cgil incontra presidenti gruppi parlamentari

Susanna Camusso ( AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE  -getty images)
Susanna Camusso ( AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE -getty images)

Mentre si stanno presentando gli emendamenti in commissione Lavoro alla Camera sulla riforma del mercato del lavoro, il Jobs Act, il sindacato Uil, dopo la Cgil annuncia lo sciopero generale. Tanto che per domani, mercoledì 19 novembre, in occasione dell’apertura del congresso è previsto un vertice tra i segretari generali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Annamaria Furlan e il segretario generale in pectore della Uil, Carmelo Barbagallo per individuare assieme una data per la mobilitazione.

La Cgil aveva già annunciato la data del 5 dicembre, per protestare contro Jobs Act e legge di Stabilità, data ritenuta in parte illegittima da parte del Garante, mentre la Cisl, che in un primo momento aveva rifiutato l’adesione, ha poi aperto allo sciopero limitato al solo pubblico impiego, chiedendo però alle categorie di Cgil, Cisl e Uil di definire entro il mese di dicembre una data.
L’occasione dell’adesione allo sciopero generale da parte della Uil sta nel fallimento del tavolo a Palazzo Chigi sul pubblico impiego.  I sindacati avevano chiesto il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, dopo cinque anni di blocco, ma il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha opposto un rifiuto, spiegando che al momento non ci sono le risorse.
Dal canto suo, il coordinatore Cisl Lavoro pubblico, Francesco Scrima ha spiegato che “nell’incontro svoltosi ieri sera a Palazzo Chigi alla nostra richiesta”, il rinnovo del contratto, “ha fatto riscontro la totale indisponibilità espressa a nome del Governo dalla ministra della Funzione Pubblica, Marianna Madia”, con la conferma del blocco “almeno per il 2015”.
Per cui ha annunciato Scrima: “Non solo si confermano, ma si rafforzano le motivazioni della protesta e si impone la necessità di avviare una nuova fase di mobilitazione e di lotta, sugli obiettivi indicati nella piattaforma della manifestazione di sabato 8 novembre”.

Parallelamente alla mobilitazione, la Cgil ha proseguito oggi la serie di incontri richiesti ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato sulla Legge di Stabilità.
Ieri, il segretario generale Susanna Camusso ha avuto modo di parlare con il presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Renato Brunetta. Mentre oggi, i segretari confederali della Cgil, Danilo Barbi e Gianna Fracassi hanno avuto un confronto con il presidente del gruppo della Lega Nord al Senato, Gianmarco Centinaio.
Al termine dell’incontro è stata diffusa una nota da parte della Cgil che ha resto noto di aver “espresso preoccupazione per l’acuirsi della crisi sociale del Paese, a partire dalle questioni dello sviluppo economico e della tenuta occupazionale. Nel sollevare tali preoccupazioni, la Cgil ha ribadito il suo giudizio critico nei confronti della Legge di Stabilità che ritiene assolutamente inadeguata a favorire la crescita del Paese e a sostenere un cambiamento delle politiche europee”.
Inoltre, fa notare la Cgil, il sindacato ha ribadito il suo “giudizio critico” sul Jobs Act e sull’esito del confronto di ieri con il governo sulla riforma della P.a.
Tra gli altri temi, evidenziati, il giudizio negativo su alcuni degli interventi nella Legge di Stabilità come quello sull’Irap, sulla decontribuzione, sul Tfr e sui tagli ai Patronati.

Come riferisce la Cgil, Centinaio “ha espresso una serie di criticità verso l’operato del governo, in particolare per il suo atteggiamento di sottovalutazione dei contributi parlamentari e per il suo atteggiamento conflittuale verso le organizzazioni di rappresentanza». L’esponente della Lega ha infine riconosciuto ed apprezzato il carattere rigorosamente di merito sindacale dell’iniziativa della stessa Cgil e ha sottolineato la comune attenzione per la crisi occupazionale del Paese”.

Per domani, la Camusso incontrerà in mattinata i capigruppo del Pd di Camera e Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda, mentre nel pomeriggio i capigruppo di Sel di Camera e Senato, Arturo Scotto e Loredana De Petris, per poi concludere con il presidente del gruppo di Forza Italia al senato, Paolo Romani.

C.D.