Sentenza Eternit: lutto cittadino a Casale Monferrato

caso Eternit - Getty image
caso Eternit – Getty image

La Cassazione ha annullato ieri per prescrizione la condanna per reato di disastro ambientale doloso inflitta al magnate svizzero Stefan Schmidheiny per il caso Eternit, una vicenda di cronaca drammatica che riguarda oltre 3000 operai rimasti vittime dell’amianto dopo aver respirato le polveri mortali nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale Eternit dal 1966 al 1986.

I fatti sui quali era chiamata a discutere la Cassazione riguardavano avvenimenti che partivano dal giugno 1976.

Processo Caso Eternit

Schmidheiny venne condannato in primo grado e poi in secondo dalla Corte di Appello, il 3 giugno del 2013, a 18 anni di reclusione e a pagare 89 milioni di euro di indennizzi.
La sentenza della Cassazione sembra una “beffa” e in molti riferiscono che in aula vi era un’area quasi teatrale, dove tutto sembrava già concordato.
Non a caso un magistrato  ha sottolineato che il caso andava chiuso negli anni Novanta, epoca in cui le aziende della multinazionale hanno chiuso per fallimento in Italia. “C’è chi li ha illusi”, hanno commentato dalla Procura della Suprema Corte.

Dal canto suo il pm Raffaele Guarigniello alla guida del pool dell’accusa  sostiene che “non bisogna demordere. Non è una assoluzione. Il reato c’è. E adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi. La Cassazione non si è pronunciata per l’assoluzione. Il reato evidentemente è stato commesso, ed è stato commesso con dolo. Abbiamo quindi spazio per proseguire il nostro procedimento, che abbiamo aperto mesi fa, in cui ipotizziamo l’omicidio. Questo non è il momento della delusione, ma della ripresa. Noi non demordiamo”.

Infatti, la Procura di Torino ha ancora aperti tre fascicoli: nel primo procedimento, per cui è stato notifico l’avviso di chiusura indagini, l’imprenditore svizzero è indagato per omicidio volontario in relazione alla morte per mesotelioma di 213 persone, il secondo procedimento si riferisce agli italiani deceduti dopo aver lavorato negli stabilimenti Eternit in Svizzera e Brasile e il terso procedimento riguarda l’amiantifera di Balangero, nel Torinese, la più grande cava d’amianto d’Europa.  Non a caso per la sentenza della Cassazione erano presenti delegazioni dalla Gran Bretagna, dal Brasile, dalla Francia, e dalla stessa Svizzera.

L’avvocato Sergio Bonetti che rappresenta 400 vittime e molte associazioni di parte civile, ha rilevato che “questa sera la Cassazione ha in sostanza detto che il maxi processo doveva svolgersi con l’accusa di omicidio, e dunque tenderei a non escludere che il procedimento aperto con questa imputazione possa avere un esito migliore”.

Ma nella sentenza di ieri, anche Inps e Inail, che in appello erano state escluse dalle parti civili, sono state condannate a pagare alcune migliaia di euro di condanna alle spese.
L’avvocato generale dell’ente Giuseppe Vella  ha pertanto voluto ricordare che “per l’Inail i costi per le sole prestazioni ai lavoratori colpiti dalle patologie provocate dall’amianto sono costate 280 milioni di euro che non si recupereranno più perché il verdetto della Cassazione ha demolito in radice questo processo”.

Protesta della parte civile e lutto cittadino a Casale Monferrato

Mentre alla lettura della sentenza è esplosa la rabbia dei cittadini al grido di “vergogna, vergogna” e sui social come twitter l’hashtag #eternit è primo in classifica con commenti amari, lo stesso presidente del consiglio Matteo Renzi ha commentato la sentenza questa mattina in una intervista rilasciata all’emittente radiofonica Rtl, sottolineando che  una vicenda come Eternit o “non è un reato o se è un reato ma prescritto, vuol dire che bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione” perché “non ci deve essere l’incubo della prescrizione”.

“Le domande di giustizia non vengono meno. Da cittadino mi colpiscono le interviste ai familiari e mi fanno venire anche un po’ di brividi. Perché mostrano un’abilità straordinaria perché credono nella giustizia più di quanto ci creda talvolta un servitore dello Stato e continuano a combattere non perché le morti siano consolate – sono inconsolabili – ma per l’idea di attaccarsi fortemente alla giustizia come etica di un Paese. E’ un dolore e una bellezza senza fine”, ha poi aggiunto il premier.

Anche il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino nell’apprendere la sentenza che che cancella anche il diritto della regione a 20 milioni di euro di risarcimento ha immediatamente dichiarato: “Apprendo con sorpresa e disappunto della decisione della Corte di Cassazione di annullare, causa prescrizione del reato, la sentenza di condanna a Stephan Schmidheiny nel processo Eternit. Non può che destare profonda indignazione”.

Parole di sdegno e dissenso anche da molti rappresentanti del Pd: a cominciare dal deputato Pd Luigi Bobba, sottosegretario al lavoro, che a Radio Città Futura ha dichiarato: “Non so nemmeno dire quale sentimento ho provato, di fronte a una sentenza che sarà stata anche scritta in punta di diritto, ma offende il senso di giustizia ordinaria che le persone possono percepire”.

Stessa linea espressa anche da presidente dei senatori del Pd al Senato Luigi Zanda: “Dissentiamo fortemente dalla decisione della Corte di Cassazione che, interpretando l’istituto della prescrizione, ha di fatto assolto i responsabili di un reato gravissimo che ha prodotto la morte – e sta continuando a provocarla – di tantissimi italiani”, ha detto Zanda che ha poi ripreso quanto affermato da Renzi, ribadendo che “dobbiamo rimettere mano all’istituto della prescrizione e dobbiamo farlo al più presto”.

Ma oggi, proseguono le polemiche e le proteste all’insegna dello sdegno: questa mattina il sindaco Titti Palazzetti di Casale Monferrato, nell’Alessandrino, ha proclamato il lutto cittadino.

Comunicato di Schmidheiny

Dal canto Schmidheiny esprime soddisfazione in un comunicato sottolineando che “la decisione della Suprema Corte conferma che il processo Eternit, nei precedenti gradi di giudizio, si è svolto in violazione dei principi del giusto processo. Schmidheiny – prosegue la nota- si aspetta che ora lo Stato italiano lo protegga da ulteriori processi ingiustificati e che archivi tutti i procedimenti in corso”.

C.D.