Quest’anno tredicesime più alte fino a 20 euro, ma il 90% andrà in tasse

Banconote (Getty Images)
Banconote (Getty Images)

Buona notizia dalla Cgia di Mestre per i lavoratori dipendenti: quest’anno le tredicesime in busta paga saranno più alte. Si tratta comunque, di incrementi modesti: 12 euro in più per un operaio specializzato, 13 euro in più per un impiegato, mentre un quadro/capo ufficio prenderà 20 euro in più. Questi incrementi riguardano i lavoratori del settore privato e “sono riconducibili al fatto che gli aumenti contrattuali sono stati superiori alla crescita dell’inflazione registrata quest’anno”, ha spiegato il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi. Va inoltre precisato che nella tredicesima percepita dai lavoratori non è applicato il bonus Irpef degli 80 euro mensili, introdotto la scorsa primavera dal governo per i redditi medio-bassi, poiché per questa mensilità aggiuntiva il bonus non è previsto dalla legge. “Anzi – precisa Bortolussi -, non è da escludere che alcuni dipendenti che hanno percepito lo sconto fiscale fino ad ora siano costretti a restituirlo. Infatti, gli 80 euro in più in busta paga spettano a coloro che non superano i 24.000 euro di reddito e in misura minore se lo stesso è compreso tra i 24.000 e i 26.000 mila euro. Pertanto, se nel corso dell’anno sono state superate queste soglie, senza che il datore di lavoro ne abbia tenuto conto, la restituzione di quanto percepito avverrà con la decurtazione della busta paga di dicembre”. Sembra quasi una beffa.

Riguardo agli aumenti per le singole categorie di lavoratori, La Cgia di Mestre ha calcolato che un ipotetico operaio specializzato, con una retribuzione lorda annua poco superiore ai 21.500 euro, quest’anno riceverà una tredicesima di 1.280 euro netti, con 15 euro nominali in più rispetto alla tredicesima del 2013. Tenendo conto, però, dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti contrattuali di quest’anno, l’aumento reale della tredicesima rispetto all’anno scorso sarà di circa 12 euro. Invece, per un impiegato con una retribuzione lorda annua intorno ai 26.200 euro, la tredicesima del 2014 sarà di 1.445 euro netti, con 16 euro nominali in più rispetto a quella del 2013. Anche in questo caso, se si tiene conto dell’inflazione e degli aumenti contrattuali del 2014, l’aumento reale, rispetto al 2013, sarà di 13 euro circa. Infine, per un quadro/capo ufficio che guadagna circa 50.000 euro lordi all’anno, nel 2014 la tredicesima sarà di 2.544 euro netti, con 26 euro nominali in più del 2013, che, tenendo conto dell’inflazione e degli aumenti contrattuali, scendono a circa 20 euro reali.

L’associazione dei consumatori Adusbef avverte, tuttavia che le tredicesime saranno impiegate dagli italiani soprattutto per pagare tasse e bollette. Circa il 90% “sarà mangiato” da imposte, tasse, bolli, bollette e mutui, mentre la spesa per consumi diminuirà del 10%, denuncia l’Adusbef. Le tredicesime quest’anno ammonteranno complessivamente a 34,20 miliardi di euro come nel 2013, ma mentre per i lavoratori dipendenti aumenteranno, scenderanno per i pensionati. Nel dettaglio: ai pensionati andranno 9,2 miliardi di euro di tredicesime (-6,1%), ai dipendenti pubblici 9,4 miliardi (+3,3%), ai dipendenti privati (agricoltura, industria e terziario) andranno 15,6 miliardi (+2%).

La tredicesima verrà corrisposta quest’anno a circa 33.400.000 persone, poco meno di 16.600.000 pensionati e quasi 16.800.000 lavoratori dipendenti. La Regione con il maggior numero di percettori è la Lombardia con poco più di 6 milioni di persone (il 18% del totale), mentre la Regione con meno tredicesime è la Valle d’Aosta, dove riceveranno la mensilità aggiuntiva appena 77.000 persone(lo 0,2% del totale).

V.B.