Coldiretti/Ixè: 60% degli italiani ha ridotto eccedenze con la crisi

Negozio di alimentari (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Negozio di alimentari (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il 60% degli italiani ha ridotto gli sprechi domestici anche quest’anno, confermando la tendenza rafforzatasi con il trascorrere crisi della crisi economica. E’ quanto rilevato da un’indagine Coldiretti/Ixè che è stata presentata in occasione del convegno “Stop the waste. Feed the planet”, che a sua volta rientra nella più ampia ricorrenza della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

Il presidente dell’associazione dei coltivatori, Roberto Moncalvo, considera questo dato come positivo, pur riconoscendo le drammatiche condizioni socio-economiche nel quale si è trovato il nostro Paese, ma precisa che “molto resta da fare, con ogni italiano che ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno”. La sfida è dunque rafforzare questa tendenza come una consuetudine, una buona pratica nella gestione dei rifiuti domestici, motivo per cui Moncalvo sottolinea “l’importanza di lavorare su modelli distributivi e di consumo positivi e di sostenere le iniziative imprenditoriali mirate alla valorizzazione degli scarti”.

Gli italiani hanno inoltre impiegato diversi modi per ridurre le eccedenze: 3 su 4 partono ovviamente dal fare la spesa in modo più oculato, il 56% dichiara di consumare avanzi nei pasti successivi, il 37% riduce le quantità acquistate, il 34% presta maggiore attenzione alla data di scadenza e l’11% lo dona in beneficenza.

L’indagine si è estesa anche al settore della ristorazione, con il 33% degli intervistati che ha dichiarato di non avere problemi a tornare a casa da un pasto fuori con gli avanzi e la cosiddetta “doggy bag”. Solo il 10% di questi, tuttavia, ne fa regolarmente richiesta. Ben il 24% degli interpellati sul sito di Coldiretti, ha infatti ammesso di lasciare gli avanzi provando vergogna nel chiedere di portarli a casa. In linea con questo dato, nei ristoranti succede sempre più spesso che ai clienti venga chiesto riservatamente se desiderino avvalersi dell’uso di “doggy bag” o di contenitori appositi anche per le bottiglie di vino non finite.

Ap