Moody’s: Italia a rischio, riforme incomplete

L'insegna di Moody's nella sede di New York (Foto: EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)
L’insegna di Moody’s nella sede di New York (Foto: EMMANUEL DUNAND/AFP/GettyImages)

Italia richiamata all’ordine da Moody’s. La temuta agenzia internazionale di rating ha avvertito il nostro Paese che il percorso delle riforme è ancora incompleto e che bisogna fare di più. Moody’s sembra quasi voler ridimensionare le trionfali dichiarazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che oggi a Strasburgo aveva dichiarato che l’Italia ha già fatto molto sulle riforme e che “nella Ue nessuno ci dice più di fare i compiti a casa”. Un impegno che tuttavia Moody’s ha riconosciuto solo in parte: “I governi della ‘periferia’ dell’Eurozona – si legge in una nota dell’agenzia – hanno fatto molto ma i piani di consolidamento di bilancio e riforme restano incompleti, specialmente in Italia“. Il richiamo al nostro Paese non poteva essere più esplicito. Il minore impegno sulle riforme, secondo Moody’s, minaccia la crescita futura e rende l’Italia più vulnerabile sui mercati. Un monito che è stato rivolto anche alla Francia.

Dal punto di vista finanziario, “l’Italia è uno dei Paesi dell’Eurozona più esposti” a un potenziale cambiamento nei flussi, ha osservato Moody’s, nonostante gli interventi della Banca centrale europea. Ciò è dovuto ad “un fabbisogno lordo di finanziamento del debito stimato a circa il 29% del Pil nel 2015”, ha spiegato l’agenzia. In una situazione analoga si trova la Spagna, anch’essa “vulnerabile” per via di un fabbisogno lordo di finanziamento del debito di circa il 20% del Pil, che la colloca al secondo posto, dietro l’Italia, tra i Paesi più a rischio dell’Eurozona.

Già un mese fa Moody’s aveva messo in guardia l’Italia sulla bassa crescita economica, prevedendo un ulteriore aumento della disoccupazione per il futuro.

V.B.