Sgomberi, scontri a San Siro. Alfano: “Legge va rispettata”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30
Scontri di piazza (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Scontri di piazza (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Le polemiche dei giorni scorsi, con l’accusa di una donna di aver ricevuto una manganellata da parte di un poliziotto e di aver perso il proprio bambino, non fermano il contestato piano di sgomberi concordato a Milano da prefettura e Aler, con l’avallo delle istituzioni locali. E con gli sgomberi, non si fermano nemmeno gli scontri con gli attivisti che a San Siro si sono opposti allo sfratto della casa occupata abusivamente da una donna e dai suoi tre bambini. Ne sono nati scontri violenti con le forze dell’ordine, che hanno operato per l’ennesima volta in questi giorni concitati delle dure cariche di respingimento.

Nel frattempo, sull’argomento torna il ministro degli Interni, Angelino Alfano, intervenuto ieri a ‘Porta a porta’, trasmissione nel corso della quale ha affermato: “Noi possiamo sgomberare e lo faremo, anzi saremo inflessibili. Ma i sindaci devono rendersi conto che la legge va rispettata e devono trovare soluzioni alternative”. Le prefetture, dunque, applicherebbero solo la legge, come ribadito poi in mattinata da Alfano a Rtl 102.5: “Siamo chiamati a far rispettare la legge che mette come titolo la lotta all’occupazione abusiva degli immobili: saremo duri e inflessibili per gli immobili abusivamente occupati, lo abbiamo fatto con alcuni centri sociali”.

Alfano ha sottolineato ancora: “Lo abbiamo fatto in alcune periferie. Lo abbiamo rifatto martedì a Lorenteggio, a Corvetto l’altro giorno e anche in condomini in cui vi erano tante persone in situazioni di difficoltà, con donne e anziani, lo abbiamo fatto perché le case non si occupano, perché c’è il diritto di proprietà e in altri casi c’è il diritto al rispetto della graduatoria che ti vede assegnatario di una casa. E quindi se a te spetta la casa, non può andarci un altro forzatamente”.

Fiaccolata contro gli sgomberi

Dai comitati, intanto, fanno sapere che “è prevista per domani una fiaccolata che interesserà poco meno di una decina di quartieri, volta a rompere il silenzio e la connivenza con cui famiglie bisognose vengono sbattute in strada e per riaffermare il rapporto di solidarietà che intercorre fra i vari comitati e le varie realtà che da anni si battono contro questa politica abitativa”. Su quanto avvenuto stamattina, poi, gli attivisti fanno sapere di essere intervenuti a difesa della donna di etnia rom e dei tre figli minori “di fronte all’intenzione del comune di dividere la famiglia in diverse comunità”.

 

GM