Papa Francesco: “Tutto il Creato, anche gli animali, in Paradiso”

Papa Francesco
Papa Francesco (Franco Origlia/Getty Images)

La vita dopo la morte. Per ogni creatura: uomini e animali. Ne ha parlato Papa Francesco nella catechesi all’Udienza Generale del mercoledì. L’Eternità, il Paradiso “Più che un luogo” sono “uno stato dell’anima, in cui le nostre attese più profonde saranno compiute e il nostro essere creature e figli di Dio giungerà alla piena maturazione”. Non sappiamo quando si compirà questo tempo, ricorda il Pontefice. Le domande che accompagnano questo pensiero – il “quando” e il “come” – sono sempre presenti in noi. “Ci accorgiamo che la nostra immaginazione ci impedisce di comprendere lo splendore del mistero” osserva Bergoglio “Sorgono spontanee domande ‘quando avverrà’ questo passaggio finale? Cosa sarà allora dell’umanità e del Creato che ci circonda?” Sono le stesse domande rivolte dai discepoli a Gesù. “Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la Terra e l’umanità” ha detto Papa Francesco “Non sappiamo il modo in cui sarà trasformato l’universo. Sappiamo però dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione in una Terra Nuova, in cui abita la giustizia e in cui la felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgano da cuore degli uomini”. E tra questi desideri anche quello di essere circondati dai propri cari e, tra i nostri cari, anche gli animali che ci sono stati accanto e a cui siamo stati legati in vita. Papa Francesco riecheggia le parole che furono di Paolo VI il quale in una parrocchia romana rivolgendosi a dei veterinari esprimette gratitudine “per la cura prestate agli animali, anch’essi creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell’universale stigma del peccato e dell’universale attesa della redenzione finale, secondo le misteriose parole dell’apostolo Paolo”. Non è forse scritto nella Bibbia che l’intera creazione geme e soffre nelle doglie del parto? Si narra che l’apostolo Paolo consolò un bambino in lacrime per la morte del suo cane con queste parole: “Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo”. Papa Montini confermò questo pensiero in una catechesi:”Gli animali sono la parte più piccola della Creazione Divina, ma noi un giorno li incontreremo ancora, nel Mistero di Cristo”. Qualche anno dopo Papa Wojtyła si esprimette con queste parole: “La Genesi ci mostra Dio che soffia sull’uomo il suo alito di vita. C’è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Non solo l’uomo ma anche gli animali hanno un soffio divino”. Papa Francesco riprende questi pensieri parlando della vita dopo la morte: “La Sacra Scrittura ci insegna che il compimento di questo disegno meraviglioso non può non interessare anche tutto ciò che ci circonda e che è uscito dal pensiero e dal cuore di Dio”. Quindi anche gli animali, che sono parte della Creazione di Dio. Ricorda Francesco: ”L’apostolo Paolo lo afferma in modo esplicito, quando dice che la stessa creazione, tutto il Creato, sarà liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio'”.   Quindi nessuna paura della morte perché essa non rappresenta un distacco, semmai un ricongiungimento con tutto cio che abbiamo amato e amiamo”. Francesco lo spiega alla folla: “Non bisogna avere paura perchè in paradiso “saremo vestiti della gioia e dell’amore di Dio, senza limite, saremo faccia a faccia con lui. E’ bello pensare così, dà forza all’anima”.

D.C.