Gran Bretagna, pronto il piano antimmigrazione

David Cameron Rushes Through New Immigration Measures
David Cameron (David Bebber WPA Pool/Getty Images)

Il premier britannico David Cameron lo aveva promesso. Nella campagna elettorale che condurrà Londra alle elezioni politiche fissate per il prossimo 7 maggio, il tema dell’immigrazione Ue nel Regno Unito sarà fra i più delicati. L’argomento potrebbe rivelarsi un vero e proprio ago della bilancia e Cameron ha bisogno di ricompattare l’elettorato conservatore, da una parte frastornato dopo le indagini di Scotland Yard sullo scandalo sessuale che coinvolgerebbe alcuni esponenti storici del partito dei Tory, e dall’altra sensibile alla continua ascesa di Nigel Farage e del suo Ukip. Il primo ministro oggi presenterà un piano per tagliare il welfare a cittadini di altri paesi dell’Unione Europea immigrati in Gran Bretagna. E’ previsto che nel suo discorso, Cameron ribadisca la richiesta alla Ue di nuove regole sull’immigrazione, “richiesta fondamentale per ridiscutere il ruolo della Gran Bretagna all’interno dell’Unione”. Secondo le statistiche, il numero netto degli immigrati nel paese nel 2014 è salito a livelli superiori a quelli registrati nel 2010, finora vero e proprio anno record. Questi i punti del piano immigrazione di Cameron, che contraddistingueranno la sua campagna elettorale da qui a maggio: per poter ricevere assegni previdenziali e accedere alle liste per l’edilizia popolare, bisogna essere cittadini britannici da almeno quattro anni; stop a benefit fiscali familiari per immigrati i cui figli risiedano al di fuori del Regno Unito; rimpatrio per gli immigrati che non abbiano trovato lavoro dopo sei mesi di permanenza; restrizioni sul ricongiungimento familiare per immigrati domiciliati sul territorio britannico; accelerazione del processo di espulsione per chi commette crimini; stop all’ingresso di cittadini provenienti da nuovi Paesi aderenti alla Ue, almeno fin quando le economie dei Paesi di origine non convergano in modo deciso sugli standard degli Stati membri. “Meritiamo di essere ascoltati – questi gli slogan di Cameron – e l’Unione Europea dovrà farlo perché ne va dei nostri futuri rapporti”. Nel 2017, potrebbe essere in programma un referendum per la permanenza del Regno Unito nella Ue.

C.M.