Messico, riforma contro le stragi del narcotraffico

Messico desaparecidos
Manifestazione per i “desaparecidos” di Iguala (Hector Guerrero/Getty Images)

Ancora una strage di giovani in Messico, nello stato di Guerrero, già teatro della sparizione dei 43 studenti di Iguala, “desaparecidos” lo scorso settembre. Nei dintorni della località di Chilapa, sono stati rinvenuti 11 cadaveri decapitati e dati alle fiamme. Secondo gli investigatori, l’accanimento sui corpi delle vittime si deve alla tattica criminale di rendere irriconoscibili le salme, distruggendo qualsiasi tipo di prova. E’ di ieri, inoltre, la notizia del rapimento di 30 liceali nella città di Cocula, località a soli 30 km da Iguala. Il sequestro sarebbe avvenuto a luglio, ma non era stato mai denunciato. Lo Stato di Guerrero è falcidiato dalle azioni criminali di numerose importanti organizzazioni di narcotrafficanti, molte delle quali hanno forti legami con corrotti politici locali. Le notizie di queste stragi coincidono con l’annuncio di un nuovo piano di sicurezza da parto del presidente messicano Enrique Pena Neto. I provvedimenti riguarderebbero la riforma delle forze di polizia locali e municipali, che sarebbero d’ora in poi sottoposte al controllo federale. Il presidente Pena Neto ha sostenuto che il Messico deve affrontare un grande cambiamento; oltre a far confluire 1.800 agenti di polizia nelle agenzie statali, il Congresso nazionale provvederà a sciogliere i governi locali che subiscono maggiormente le infiltrazioni dei cartelli della droga. I primi stati a essere riformati saranno quelli più violenti come Tamaulipas, Jalisco, Michoacan e, appunto, Guerrero. Qui, nella città di Iguala, ci fu l’episodio dei 43 studenti “desaparecidos” a settembre, avvicinati da alcuni agenti di polizia durante una manifestazione sui diritti sul lavoro e contro il narcotraffico. Da allora, diverse voci si sono rincorse, tra cui quella dell’uccisione dei giovani da parte di gang criminali. Ma le famiglie e l’opinione pubblica non hanno mai accettato questa versione e chiedono la verità. In Messico la corruzione fra le forze dell’ordine è molto alta. Gli ufficiali accettano mazzette o sono sotto la continua minaccia delle potenti famiglie della droga. La riforma del presidente Neto proverà a liberare loro, e tutto il paese, da questo giogo, grazie al dispiego di forze federali che faranno riferimento esclusivo al governo centrale.

C.M.