Omofobia, scontro tra Vendola e Ncd pugliese

Nichi Vendola (Getty Images)
Nichi Vendola (Getty Images)

Concluse le elezioni primarie, con la scelta che è ricaduta, con un voto plebiscitario, sull’ex sindaco di Bari e attuale segretario regionale Pd, Michele Emiliano, il centrosinistra pugliese si interroga ora sulle alleanze in vista delle regionali e il presidente ancora in carica, Nichi Vendola, il vero sconfitto della consultazione di ieri, ci tiene a sottolineare che una coalizione con il Nuovo Centrodestra sarebbe “una roba da Stephen King”, ovvero un romanzo del genere horror. Parole che non piacciono a Massimo Cassano, sottosegretario del governo Renzi e leader pugliese Ncd, il quale a stretto giro replica: “Signor Vendola, la vera differenza tra me e lei sta nelle mani. Le sue sono fresche di continue ripassate dalla manicure, le mie hanno i calli che distinguono chi è nato nelle periferie diroccate delle nostre città del Sud, mondo a lei e ai suoi sconosciuto”.

Lo scambio di accuse non si ferma qui, con Vendola che non si trattiene e ne dice di tutti i colori all’esponente del governo, concludendo con la richiesta a Matteo Renzi di ritirare la delega a Cassano: “Un uomo senza niente nel proprio curriculum, che è sottosegretario per grazia ricevuta, che si permette di esprimere parole così offensive, da omofobo bigotto quale egli finge di essere, dovrebbe essere cacciato dal governo per ragioni di decoro pubblico”. La polemica, ovviamente, non si chiude qui, tutto lascia presupporre che possa anche continuare, mentre da parte sua il leader dell’Ncd pugliese che sferza l’avversario politico: “Vendola torna a essere favoliere delle Puglie, anzi frottoliere, e invece di rispondere alle accuse politiche – le uniche che ci sono nel mio testo originale e completo – tira fuori assieme alle sue truppe la vecchia ‘arma’ dell’omofobia, di cui invece non c’è alcuna traccia”.

Uso strumentale dell’omosessualità

Cassano insiste: “Il presidente uscente della Regione Puglia, mostra solo, ancora una volta, di non conoscere nulla della mia storia personale. Ma è ancora più grave l’uso strumentale, ipocrita e fuori luogo – in mancanza di altre argomentazioni valide – che fa dell’omosessualità. A questo punto credo che l’unico omofobo, tra noi due, sia lui. Da parte mia, sono certo – ed estremamente felice – di non sedere né ora né mai ad un ‘tavolo’ con Vendola”.

Il sottosegretario conclude quindi: “Continuerò a svolgere il mio compito con onestà e dedizione, la ‘mia’ polemica si ferma qui, con la speranza di non essere ancora soggetto degli attacchi spregiudicati, farciti di qualunquismo e inutili da parte di chi è quanto antropologicamente distante anni luce dalla mia idea di società giusta ed equa”. Se queste sono le premesse, il candidato governatore “in pectore” del centrosinistra, Michele Emiliano, può iniziare a dire addio a una grosse-koalition a suo sostegno che vada da Sel ai centristi di Udc ed Ncd. Ma nelle stanze del potere politico, come noto, nulla è davvero impossibile.

 

GM