Mafia capitolina, si dimette assessore giunta Marino

Piazza del Campidoglio, Roma (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
Piazza del Campidoglio, Roma (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

L’inchiesta sulla mafia degli appalti nella Capitale, che ha portato all’arresto di decine di persone tra le quali un esponente dell’estrema destra degli anni Settanta, sta avendo delle serie ripercussioni politiche, a causa di alcuni indagati eccellenti come l’ex sindaco Gianni Alemanno e l’assessore alle politiche abitative della giunta Marino, Daniele Ozzimo. Quest’ultimo ha rimesso “per senso di responsabilità e serietà” il mandato di assessore proprio nelle mani del sindaco Ignazio Marino “non volendo in nessun modo arrecare danno all’amministrazione della città”.

“Ho fiducia nella magistratura e sono certo che le inchieste che sono in corso dimostreranno la mia totale estraneità. Una scelta sofferta perché orgoglioso del lavoro portato avanti in questi mesi ma credo doverosa nei confronti della mia città”, ha aggiunto Ozzimo, al quale risponde direttamente il sindaco Marino: “Questa amministrazione ha improntato il suo lavoro sulla trasparenza. Per questo apprezzo profondamente la decisione personale e il coraggio di Daniele Ozzimo che rassegnando le dimissioni, a seguito del coinvolgimento nelle indagini coordinate dal Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, ha agito prima di tutto nell’interesse della città mettendo immediatamente in secondo piano se stesso”.

Quella di Ozzimo, dice il primo cittadino, è “una decisione che rispetto, che dimostra grande senso di responsabilità e attenzione per Roma, quella stessa attenzione che ha caratterizzato anche in questi mesi il suo lavoro in Campidoglio. Siamo altresì convinti che Daniele Ozzimo saprà nei prossimi giorni fornire tutti gli elementi utili a chiarire la sua posizione”. Garantita in ogni caso fiducia “nel lavoro della magistratura”, con l’augurio – sottolinea Marino – che “sia fatta piena luce su una vicenda inquietante e che sta facendo emergere l’esistenza di un sistema diffuso di illegalità ai danni della città”. Poco dopo le dimissioni dell’assessore, arrivano quelle di Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina: entrambi sono esponenti del Pd, ma nell’inchiesta vi sono anche diversi pezzi di centrodestra.

Alemanno proclama sua estraneità

Nel frattempo, in un comunicato Gianni Alemanno si difende e sostiene: “Chi mi conosce sa bene che organizzazioni mafiose e criminali di ogni genere io le ho sempre combattute a viso aperto, senza indulgenza. Dimostrerò la mia totale estraneità”. Si schiera con l’ex sindaco di Roma, anche il suo collega di partito, Ignazio La Russa: “Conosco da decenni Gianni Alemanno e con lui ho avuto condivisioni e anche scontri politici ma sono sempre stato convinto della sua pulita e disinteressata passione per la politica e per le idee per le quali si è battuto. Sono certo e glielo auguro di cuore, che saprà dimostrare la sua innocenza e la sua estraneità a realtà che ha sempre avversato”.

Sulla cupola degli appalti venuta oggi alla luce si è infine espresso anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Quello che sta emergendo è un quadro inquietante. E’ un bene che la Magistratura sia impegnata a fare piena luce. Con sempre più forza bisogna proseguire, ognuno nei propri ambiti, sulla via della legalità senza se e senza ma”.

 

GM