Ong Transparency: Italia primo Paese europeo per corruzione

Volante Polizia (Getty Images)
Volante Polizia (Getty Images)

Quanto riportato sempre più spesso dai giornali, italiani e internazionali, ha sicuramente influenzato la classifica pubblicata ieri dall’ong Transparency International, che ha messo l’Italia in cima alla classifica dei Paesi europei più corrotti a livello di amministrazione pubblica, a pari merito con altri quattro Stati. Nel contesto mondiale, risultiamo invece in posizione invariata rispetto all’anno scorso, ossia 69esimi su 175 nazioni incluse nella lista.

E’ opportuno però precisare che la classifica si riferisce al livello di percezione di questo fenomeno, motivo per cui l’Italia, trovandosi nella stessa posizione di Brasile, Bulgaria, Grecia, Romania, Senegal e Swaziland (43 punti), risulta essere in fondo alla classifica dei Paesi europei per il suo valore potenziale più basso (34 punti): insomma, quanto emerge dall’indagine dell’ong è probabilmente frutto di una descrizione più enfatizzata della situazione in alcuni Stati piuttosto che in altri, e non necessariamente la percezione corrisponde alla realtà. A questo punto, però, sarebbe legittimo domandarsi come mai a fronte di questa impressione, non appare altrettanto grave la realtà: la risposta potrebbe essere, appunto, la diffusione di quest’idea, oppure, più tristemente, che solo una parte di questi casi viene denunciato, e allora a questo punto è vero che la prima delle riforme che dovrebbero essere messe in campo è quella della morale collettiva.

Nel complesso, comunque, il livello percepito di corruzione risulta essere più alto nei Paesi in cui la crescita economica è più rapida: Turchia, Brasile, Russia, India e Cina, ad esempio. Il podio dei “virtuosi” anche quest’anno si è confermato formato da Danimarca, Nuova Zelanda e Finlandia.
In fondo alla lista, invece, si trovano Corea del Nord e Somalia. Altri Stati europei più in alto di noi in graduatoria sono la Germania (12esima), la Gran Bretagna (14esima) e la Francia (26esima), mentre gli Usa si piazzano al 17esimo posto.

Il presidente di Transparency International, Josè Ugaz, ha commentato così i dati e le prospettive future: “I Paesi nella parte più bassa della classifica devono prendere misure radicali contro la corruzione a vantaggio dei propri cittadini. Mentre gli Stati ai primi posti devono assicurarsi di non esportare pratiche corruttive nei Paesi in ritardo di sviluppo”.

Ecco la mappa proveniente dal sito Internet della Ong Transparency International:

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