Canale di Sicilia, 17 morti di freddo su un gommone

Migranti (Marco Di Lauro/Getty Images)
Migranti (Marco Di Lauro/Getty Images)

17 morti di freddo su un gommone: questo il bilancio dell’ultima tragedia verificatasi nelle scorse ore nel Canale di Sicilia, a 150 miglia a sud di Lampedusa. A soccorrere l’imbarcazione di fortuna e trarre in salvo le altre 75 persone a bordo due motovedette della Guardia costiera e il rimorchiatore civile “Burbon Argos”. Secondo quanto si apprende quasi tutte le persone decedute sono morte probabilmente per ipotermia e disidratazione, mentre una sola è venuta a mancare a causa di un edema polmonare mentre erano in corso le  operazioni di soccorso.

Un’altra persona, in gravi condizioni perché in ipotermia, è stata caricata d’urgenza su uno degli elicotteri della nave militare “Etna” e trasportata all’ospedale di Lampedusa; gli altri naufraghi, invece, sono stati trasferiti prima sulla nave “Orione” e successivamente sulla “Etna”. I corpi senza vita dei 17 che non sono riusciti a salvarsi sono stati trasferiti a Porto Empedocle, dove si cercherà  di dare loro un’identità.

La Marina militare italiana ha fatto intanto sapere che sono 278 i migranti soccorsi ieri, in varie operazioni che ha visto i nostri militari impegnati nella messa in sicurezza e sorveglianza marittima nello Stretto di Sicilia. Lo si apprende da una nota, in cui si spiega che il pattugliatore Cigala Fulgosi e la corvetta Driade a sud di Lampedusa hanno recuperato da due gommoni 102 e 100 migranti, trasbordati sulla rifornitrice di squadra Etna. Lì sono iniziate, in collaborazione con la Croce Rossa italiana, le operazioni di screening sanitario e polizia giudiziaria, che hanno visto impegnati medici e infermieri, oltre a volontari della Fondazione Rava, di Save The Children e il personale della Polizia di Stato.

 

GM