Mozzarella di bufala (MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

Mozzarella di bufala (MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

Avevano messo in piedi un sistema illecito per nascondere casi di brucellosi all’interno degli allevamenti di loro interesse: per questo, con le accuse di associazione per delinquere, ricettazione di farmaci, kit diagnostici e vaccino denominato RB 51, sono state tratte in arresto, in esecuzione a un’ordinanza del gip di Santa Maria Capua Vetere, quattro persone, due allevatori di capi bufalini e due veterinari complici, al termine di una complessa indagine, durata due anni e mezzo, portata avanti dal Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF) di Roma e dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Caserta, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

La brucellosi è una malattia infettiva provocata dai batteri del genere Brucella e viene anche comunemente definita come febbre maltese o febbre mediterranea; in pratica, gli arrestati somministravano illegalmente il vaccino, anche noto come Bovishof e importato da Paesi extra Ue, contenente il batterio vivo della brucella, con conseguente anche se indiretta adulterazione di sostanze alimentari. I due allevatori, in particolare, che erano anche produttori della mozzarella di bufala, utilizzavano nella lavorazione del noto latticino il latte contaminato.

Nel corso di tutta l’attività investigativa, che ha coinvolto anche consulenze esterne affidate a esperti in materia di brucellosi, sono state sequestrate oltre 2.000 bufale, provenienti da vari allevamenti, al blocco della libera vendita del latte prodotto nei suddetti allevamenti e alla distruzione del latte infetto.

“Un episodio grave che colpisce duramente l’immagine di un prodotto che sviluppa un fatturato di oltre 435 milioni di euro dei quali 71 milioni realizzati grazie alle esportazioni in tutto il mondo”, è il commento della Coldiretti all’operazione di oggi. L’associazione di categoria prosegue tessendo le lodi di “una operazione a difesa dei tanti consumatori che in Italia e all’estero apprezzano la mozzarella di bufala campana, ma anche dei 1500 allevamenti impegnati ogni giorno nel garantire gli standard di sicurezza previsti dal disciplinare di produzione”.

 

GM