Legge di Stabilità: calano i benficiari del bonus bebè

Neonato (Photo by Sean Gallup/Getty Images)
Neonato (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Nasce la questione bonus bebè nella legge di Stabilità. In seguito alle modifiche introdotte alla Camera, dove la legge di bilancio del governo è stata approvata lo scorso 30 novembre con voto di fiducia, in un lungo weekend di lavoro per i deputati, la platea dei beneficiari del bonus si è ristretta e allo stesso tempo i tecnici del Senato, dove la legge è ora in esame, sollevano alcune perplessità.

Il bonus da 80 euro mensili che il governo ha introdotto per i bambini nati dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, e che dovrebbe avere una durata di tre anni, è stato legato dalla Camera alla dichiarazione Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) fino a 25.000 euro del reddito familiare. In questo modo non si tratta più di 415.000 bensì di 330.000 nuclei familiari beneficiari. Tra questi, tuttavia, 85.000 vedranno il bonus raddoppiato da 80 a 160 euro, in quanto titolari di reddito Isee inferiore ai 7.000 euro. Nella precedente versione del testo di legge, invece, il bonus bebè veniva previsto per i redditi familiari fino a 90.000 euro.

La revisione del numero dei beneficiari del bonus bebè è contenuta nella nuova relazione alla legge di Stabilità redatta dai tecnici del Senato, secondo i quali “la platea dei beneficiari è sovrastimata”, nelle comunicazioni che si sono fatte in queste settimane sulle cifre degli aventi diritto al bonus. Riguardo ai beneficiari del bonus raddoppiato, invece, i tecnici del Senato spiegano che il numero “è coerente con gli elementi di monitoraggio disponibili e in particolare con riferimento ai beneficiari della Carta Acquisti ordinaria (la cosiddetta Social Card, ndr), che presentano soglie Isee simili”. La relazione precisa inoltre: “Si evidenzia che per tali nuclei (con Isee non superiore a 7.000 euro) per effetto anche del beneficio della Carta Acquisti si arriverebbe ad un importo rapportato a mese (la Carta Acquisti è pari a 80 euro bimensili) di 200 euro mensili”.

La relazione tecnica sottolinea poi alcuni punti critici riguardo alla norma della legge di Stabilità in base alla quale i Comuni che si sono fusi sono esonerati dall’obbligo del patto di stabilità interno fino al “quinto anno successivo a quello della loro istituzione”. Anche questa è una modifica introdotta dalla Camera, ma per la quale i tecnici rilevano “oneri privi di copertura per 0,3 milioni di euro nel 2015, 10,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2017″.

In merito alla discussa misura del Tfr anticipato in busta paga, i tecnici del Senato chiedono al governo “chiarimenti circa gli eventuali effetti finanziari derivanti dalla garanzia di ultima istanza prestata dallo Stato al credito agevolato per le imprese con meno di 49 addetti che ne facciano richiesta”. Inoltre i tecnici chiedono chiarimenti anche in merito agli “effetti sui saldi di finanza pubblica della quota di 100 milioni di euro per il 2015, atteso che la stessa viene imputata interamente al 2015 per quanto riguarda l’indebitamento, frazionandosi in quote annue di 10 milioni di euro nel triennio 2015-2017 per quanto riguarda il fabbisogno”.

Ora sarà il Senato a dover dirimere i punti irrisolti.

V.B.