Mafia Capitale, Marino resiste e i 5 Stelle si fanno collaborativi

Campidoglio a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Campidoglio a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Disgusto perché i partiti fanno finta di nulla, come se questa indagine non esistesse, mentre coinvolge tutta Roma, a tutti i livelli, senza distinzione politica”, così ieri sera, a margine della clamorosa protesta inscenata nei pressi e all’interno del Campidoglio dal Movimento 5 Stelle, si è espresso il candidato sindaco pentastellato alle comunali del 2013, Marcello De Vito, sostenendo tra l’altro: “Loro sono là dentro e che fanno? Si scelgono le loro poltroncine, si fanno le loro nomine. Noi abbiamo fatto una richiesta al Prefetto: questo Comune deve essere sciolto”.

De Vito ha proseguito: “I passi successivi sono quello di attendere la decisione prefettizia, esigere come già abbiamo fatto la Commissione Trasparenza. Se non ce la danno allora non ha più senso partecipare a queste istituzioni. Loro hanno paura di assegnarci la presidenza della commissione, perché possiamo contribuire a far luce sugli appalti. Ci imporremo per vedercela assegnare”.

In mattinata, nuove dichiarazioni – di maggiore apertura  – da parte del consigliere comunale pentastellato: “Siamo pronti a collaborare sulle questioni principali che interessano ai cittadini: dal piano di rientro ai risparmi che possono essere fatti fino alle unioni civili. Siamo pronti a discutere delle nostre proposte con il sindaco”. La posta in gioco però è sempre quella: l’assegnazione della presidenza della Commissione Trasparenza.

Al lavoro per cercare di uscire dal caos, il sindaco Ignazio Marino, che ha annunciato la rotazione dei dirigenti comunali: “La straordinarietà e la rilevanza degli eventi connessi alle indagini della Procura della Repubblica di Roma, che interessano l’Amministrazione capitolina in queste ore, coinvolgono anche le strutture amministrative dell’Ente, e le funzioni nevralgiche da loro assicurate. Ho dato quindi specifiche disposizioni per procedere tempestivamente a un adeguato riordino, a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture, proseguendo con l’applicazione del principio della rotazione già avviato da mesi, nel rispetto della competenza curricolare”.

Disboscare partecipate

Tante sono le soluzioni proposte in queste ore per uscire da questa situazione, in attesa naturalmente dello sviluppo delle indagini; secondo il sottosegretario all’Economia e deputato di Scelta Civica, Enrico Zanetti, intervenuto a Verona nel corso di un evento organizzato per la presentazione della sua candidatura a segretario nazionale del partito, “nei vari Salva Roma, nello Sblocca Italia e pure in questa legge di Stabilità, da Scelta Civica sono ripetutamente venute sollecitazioni a inserire norme severe per il disboscamento delle partecipate pubbliche”.

“Tutte sino ad oggi rispedite purtroppo al mittente dai nostri alleati di governo” – ha lamentato Zanetti – “oppure trasformate in mere norme di indirizzo ultragenerico di scarsissimo impatto concreto. Ho il sospetto che saremo un po’ più ascoltati e fortunati ai prossimi tentativi, ma fare politica è prevenire le situazioni, non prenderne atto”.

Tutti a casa?

Il “Tutti a casa” di grillina memoria trova una nuova versione nelle parole di Fabrizio Cicchitto di Ncd: “La cosa più ragionevole da fare a questo punto è l’autoscioglimento del Comune per decisione dei partiti e dei gruppi consigliari così da andare davanti agli elettori dopo una vicenda cosi devastante per settori dell’amministrazione comunale in quanto tale, sia per alcune forze politiche di destra che di sinistra”.

Prosegue Cicchitto: “Aggrapparsi ad un sindaco come Marino fino a ieri addirittura irriso dai giornali e dal suo stesso partito sarebbe un grave errore che lascerebbe la situazione del Comune di Roma allo sbando perché comunque Marino non ha acquisito d’un sol colpo credibilita’ e ruolo politico solo per la destabilizzazione che ha investito per altra via il Comune e anche molte forze politiche tant’e’ che il segretario del Pd ha commissariato il suo partito”.

Anche il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia, infine, auspica dimissioni in blocco dei consiglieri comunali e chiosa: “Serve immediata discontinuità. Bonifica di apparati infiltrati da decenni. Sedimentazioni di ere veltroniane, di fasi precedenti e successive, di ogni colore politico, vanno spazzate via. E non sarà una sfida facile. Porterò in Parlamento la questione. Eventuali omissioni potrebbero assumere rilevanza penale. Uomini avvisati mezzi salvati”.

 

GM