Shock: patrigno stupra 13enne e la mette incinta

Flash mob contro la violenza sulle donne (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Flash mob contro la violenza sulle donne (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Una intera comunità sotto shock nel varesotto, per quanto sta venendo fuori in queste ore: un uomo di 36 anni avrebbe abusato della figliastra 13enne, stuprandola e mettendola incinta. A far scoprire l’assurda verità, la segnalazione del locale pronto soccorso pediatrico, dove la ragazzina era arrivata accompagnata dalla madre e visibilmente appesantita. Pressata dalle domande dei medici prima e degli agenti poi, la 13enne ha raccontato dello stupro. Le indagini della polizia, coordinate dalla Procura di Busto Arsizio, hanno poi ricostruito la vicenda e accertato la verità, attraverso “prolungati accertamenti investigativi sull’indagato e sulle circostanze della violenza, comprese intercettazioni telefoniche e ambientali”.

Le indagini della Procura denunciano “uno spaccato familiare inquietante, dove l’uomo, spesso ubriaco e con un passato da militare professionista in madrepatria, si comportava da padre-padrone con familiari e parenti mostrando un carattere violento e prevaricatore: le attenzioni sessuali nei confronti della tredicenne figlia della compagna erano anche accompagnate dalla rigida severità educativa, eccessiva secondo altri familiari, evidentemente tesa a cementarne la sudditanza psicologica”.

Secondo quanto ricostruito, inoltre, “sono inoltre emersi gravi e chiari indizi sia della sua responsabilità nello stupro sia dell’intenzione di fuggire a Boston, negli Stati Uniti, dove vive un suo fratello: gli investigatori hanno accertato che stava accumulando il denaro necessario alla fuga, anche rinviando il pagamento di certi debiti, e che attendeva che ci fosse un momento di distrazione degli inquirenti per allontanarsi”.

Infine, “in un significativo passaggio di un’intercettazione l’uomo, nel grottesco tentativo di spiegare all’interlocutore l’origine della gravidanza, ipotizzava che la ragazza avesse usato i suoi indumenti intimi oppure i suoi asciugamani, all’incredibile scopo di accusarlo e di coprire un inesistente coetaneo con cui lei avrebbe avuto una relazione”. Vistosi messo alle strette e sconvolto per ciò che stava avvenendo, forse anche travolto dai rimorsi, l’uomo un mese fa aveva anche tentato il suicidio.

 

GM