Eurogruppo, Schaeuble elogia il Jobs Act

Wolfgang Schaeuble (ODD ANDERSEN/AFPGetty Images)
Wolfgang Schaeuble (ODD ANDERSEN/AFPGetty Images)

E’ in corso oggi a Bruxelles una nuova riunione dell’Eurogruppo, il consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona. L’ultima riunione sotto il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea e in cui arriva l’eco delle tensioni suscitate dal declassamento dell’Italia da parte di Standard&Poor’s e soprattutto le polemiche tra Italia e Germania dopo le parole di critica della cancelliera Merkel sulle riforme di Italia e Francia. Forse proprio per stemperare queste polemiche, oggi il ministro tedesco dell’Economia e delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha elogiato il Jobs Act del governo Renzi: “L’Italia ha approvato una riforma notevole del mercato del lavoro“, ha detto Schaeuble entrando al vertice dell’Eurogruppo. Il ministro tedesco ha poi aggiunto che la Commissione europea ha proposto di “dare più tempo” ad alcuni Paesi membri per l’aggiustamento dei propri conti, in linea con le norme europee del Patto di stabilità e crescita e con la cosiddetta Regola del debito (che prevede un piano graduale di rientro del debito pubblico), e, ha raccomandato Schaeuble, “il tempo deve essere usato”.

L’Italia, come Francia, Belgio, Spagna, Malta, Austria e Portogallo, aveva ottenuto a fine novembre dalla Commissione europea il via libera alla propria legge di bilancio (legge di Stabilità) per il 2015, nonostante il “rischio di non conformità” al Patto di stabilità, per via di una programmata riduzione del deficit inferiore a quella richiesta dalle regole europee, ma per la quale il nostro Paese aveva concordato con Bruxelles una correzione allo 0,3% del Pil, dallo 0,1% previsto nella prima bozza della legge di Stabilità.

Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem ha avvertito: “Il messaggio per tutti è rispettare il Patto di stabilità”, un messaggio che vale soprattutto per Francia, Italia e Belgio “su cui ci sono più preoccupazioni”, ha detto. Questi Paesi “devono ascoltare bene quello che la Commissione dice cioè prendere misure per colmare il ‘gap’ tra il bilancio attuale e quello che dovrebbero avere nel 2015“, ha ricordato Dijsselbloem.

I giudizi finali, sono dunque rimandati a marzo, come già aveva annunciato la Commissione europea, approvando con riserva i bilanci di Italia, Francia e Belgio. Una decisione che è stata confermata oggi dal Commissario Ue agli Affari Economici, il francese Pierre Moscovici, che su questi tre Paesi ha dichiarato: “Vogliamo proseguire il dialogo, non abbiamo voluto prendere una posizione precipitosa, agiremo a marzo, teniamo tutte le opzioni aperte tenendo conto della situazione macroeconomica e degli sforzi fatti da questi Stati per ridurre il deficit strutturale e sulle riforme”.

V.B.