Le rivelazioni del Senato Usa “La Cia torturò i prigionieri”

 

John Brennan
Il direttore della Cia John Brennan (Brendan Smialowsi/Getty Images)

Il rapporto della Commissione Intelligence del Senato Usa sui metodi utilizzati Cia nel trattare i sospetti terroristi di al-Qaeda non delude le attese. E’ non è facile dire si sia un bene o un male. La presidente della Commissione la democratica Dianne Feinstein ha spiegato che il rapporto “esamina la detenzione segreta ad opera della Cia di almeno 119 persone e l’uso coercitivo delle tecniche degli interrogatori che in alcuni casi si sono spinte fino alla tortura. In 6700 pagine – di cui al momento sono stati resi noti degli estratti e le conclusioni – si svela un sistema andato ben oltre il limite consentito dalla legge. uN vero e proprio manuale di pressione psicologica, umiliazione, tortura inferte alle persone tenute nelle strutture segrete dall’Agenzia all’estero dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre.

Le torture

Nelle pagine del rapporto si parla di Khalid Sheikh Mohammed, una delle menti dell’attentato alle Torri Gemelle, sottoposto al waterboarding per 183 volte per dieci giorni consecutivi. La Cia era convinta che potesse fornire informazioni su un complotto rivelatosi inesistente. Si legge di Abu Zubaydah, arrestato in Pakistan come sospetto membro di al-Qaeda. Venne tenuto in una struttura segreta in Thailandia, definita ‘Site Green’. Rimase in isolamento isolamento 47 giorni senza essere interrogato. Dopo iniziarono le torture: durante una sessione di waterboarding divenne “inerte” – rivela i rapporto – e schiumò dalla bocca. Nella struttura nota come ‘Salt Pit’, in Afghanistan, i prigionieri erano tenuti in isolamento e al buio con solo un secchio per i bisogni. Il primo detenuto si chiamava Redha al-Najar, guardia del corpo di Bin Laden. Dopo mesi di privazione del  sonno gli furono ridotte le razioni di cibo, fu incatenato al freddo. Gli fu vietato l’uso del bagno: indossava un pannolone, come gli incontinenti. Alla fine subì un interrogatorio incatenato a un muro della cella riverso sul pavimento di cemento coperto solo con una felpa. Morì di ipotermia.
Alcuni prigionieri furono minacciati, sottoposti sottoposti a bagni ghiacciati, altri ad alimentazione forzata attraverso il retto senza alcuna motivazione medica che giustificasse la pratica. Altri sono stati sottoposti a bagni ghiacciati e minacce di morte.

Le conclusioni della Commissione

Nessuna legalità dunque. Solo dolore e sofferenza. Gli abusi conclude la Commissione non sono serviti “a nulla” e sono state “più brutali” di quanto la Cia non abbia ammesso. Perché, è certo, l’Agenzia mentiva” fornendo “ripetutamente informazioni inaccurate al dipartimento per la Giustizia, ostacolando un’appropriata indagine sui metodi utilizzati nell’ambito del Programma di detenzione”. E non bastasse almeno uno prigioniero su cinque era imprigionato illegalmente “per errore di identità o a causa di cattive informazionii della stessa Cia. Uno scempio costato una fortuna: il rapporto rivela che il “programma” sia stato ideato da due psicologi pagati 81 milioni di dollari. I nomi dei due non è reso noto dal rapporto. Ci pensa il New York Times a farlo: si tratterebbe di James E. Mitchell e Bruce Jessen.

Le menzogne dell’Intelligence

A riguardo il capo della Commissione, la senatrice democratica Dianne Feinstei ha rivelato “La Cia ha fatto affidamento su loro due per valutare il programma degli da loro stessi concepito e sul quale avevano interessi finanziari evidenti”. Quindi nessuna obiezioni critica ha potuto opporsi a questo scempio. I due psicologi hanno di persona condotto molti interrogatori, ricorrendo anche al water boarding, dei detenuti più importanti.

Le reazioni

Il direttore della Cia, John Brennan ha ammesso, “non sempre la Cia si è attenuta agli elevati standard che abbiamo stabilito per noi stessi e che il popolo americano si aspetta da noi”. Durissimo il presidente Barack Obama: “I metodi utilizzati dalla Cia sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese. L’Agenzia ha danneggiato significativamente l’immagine dell’America e la sua posizione nel mondo e ha reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partner” e ha promesso: “ Continuerò ad usare la mia autorità di presidente per assicurare che non faremo mai più ricorso a questi metodi”.

ADB