Nigeria, ancora violenza da Boko Haram

Kano attentati Boko Haram
Fedeli nella moschea di Kano (Amin Abubakar/Getty Images)

A Kano, la più grande città nel nord della Nigeria, è stata arrestata una ragazzina di 13 anni con indosso una cintura esplosiva. La tredicenne è stata bloccata dalla polizia mentre cercava di entrare in un ambulatorio di periferia a poche ore da due attentati suicidi compiuti da due donne ieri sera e rivendicati dall’organizzazione terroristica Boko Haram. Nell’attentato erano morte quattro persone e sette erano rimaste ferite. Le due kamikaze si sono fatte esplodere nel mercato tessile di Kantin Kwari, nel centro città, dove operano commercianti nigeriani, libanesi, cinesi e indiani. Il bilancio dei morti non include le attentatrici, ha detto il commissario della polizia dello Stato di Kano.  La ragazzina è arrivata in ambulatorio in compagnia di un uomo “dicendo di essere stata ferita durante l’attacco al mercato,” ha riferito un infermiere che ha spiegato: “La polizia ha trovato l’esplosivo nascosto sotto il suo hijab, confermando i nostri sospetti”.
Sempre oggi un doppio attentato dinamitardo si è verificato in un mercato di Jos nel centro del paese: i morti sarebbero almeno 31. Kano è stata flagellata da attentati suicidi compiuti da donne già quattro volte negli ultimi mesi. Le violenze di ieri e di oggi seguono quella del 29 novembre scorso, sempre a Kano: un doppio attentato suicida nella principale moschea della città, seguito da una sparatoria. Rimasero uccise non meno di 120 persone. Anche in quel caso ci fu il sigillo di Boko Haram. Lo scopo era quello di colpire l’emiro di Kano che aveva invitato la popolazione a prendere le armi per difendersi, vista “l’impotenza dell’esercito” dinanzi alla crescente violenza dell’organizzazione terroristica.

ADB