Mafia Capitale: Comune di Roma si costituisce parte offesa

Sindaco di Roma, Ignazio Marino (screen shot video youtube)
Sindaco di Roma, Ignazio Marino (screen shot video youtube)

Il Comune di Roma si costituisce parte offesa nella vicenda emersa dall’inchiesta “Mondo di mezzo”: questa mattina, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in qualità di legale pro tempore di Roma Capitale ha firmato oggi l’atto con cui formalizza alla Procura della Repubblica di Roma la “costituzione dell’amministrazione quale parte offesa, nel procedimento che verrà instaurato a carico di Massimo Carminati e altri”.

Nell’atto viene inoltre precisato che la posizione di Roma Capitale è operata anche “in vista della futura costituzione di parte civile dell’amministrazione nel processo penale”, per ottenere il risarcimento dei “danni morali e materiali conseguenti ai reati per cui si procede, che vedono il Comune quale parte offesa e danneggiata”.

Nelle motivazioni sono indicati, il reato contestato, relativo al 416 bis del Codice penale, che non soltanto reca una offesa all’ordine pubblico, ma impedisce al Comune “di esprimere la sua forza culturale, di coesione, di legalità, in sintesi la sua funzione”.
Per cui si può parlare di “incompatibilità ontologica nella coesistenza tra Comune e associazione mafiosa, per come descritta nella norma del Codice penale e per come sta emergendo dal processo che ci occupa”.
Per motivare la costituzione di parte offesa, prima della costituzione di parte civile, l’atto evidenzia la presenza di reati commessi a danno di servizi e appalti dell’amministrazione capitolina, come anche reati di usura ed estorsione che ledono profondamente la figura e la funzione dell’amministrazione comunale, nonché fattispecie di reato come l’intestazione fittizia di persone e il trasferimento fraudolento di valori, con conseguenti danni patrimoniali, funzionali e d’immagine.

Nel frattempo una delegazione di parlamentari del Movimento Cinque Stelle ha reso noto di aver incontrato il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro annunciando che “il prefetto Pecoraro ha chiarito che intende concludere in fretta l’ispezione, 45-60 giorni al massimo, e non esclude il commissariamento, come abbiamo chiesto sin dal primo giorno”.
Gli stessi parlamentari, ribadendo il “massimo sostegno a prefettura e magistratura” e si sono messi a disposizione per dare tutto l’aiuto necessario.
“Le carte dell’inchiesta ci dicono che l’infiltrazione mafiosa è conclamata”, sottolineano i grillini, rinnovando l’appello a far dimettere il sindaco Marino: “Per questa ragione Marino non ha altra strada da seguire che non siano le dimissioni. L’attuale sindaco non può continuare a far finta di nulla mentre il suo partito ci sta dentro fino al collo. In qualsiasi altra città del mondo il sindaco si sarebbe già dimesso da tempo”.

C.D.