Successione Colle, Brunetta: “Napolitano ha distrutto ruolo di coesione nazionale”

Il Palazzo del Quirinale (Foto: Andreas Solaro/afp/Getty Images)
Il Palazzo del Quirinale (Foto: Andreas Solaro/afp/Getty Images)

L’incontro tra il premier Matteo Renzi e Romano Prodi a Palazzo Chigi fa ancora discutere. Le fonti ufficiali hanno riferito che il tema del colloquio era incentrato su questioni di ordine internazionale, ma l’incontro giunto all’indomani della critica di Renzi rivolta all’Ulivo mentre permane la questione di successione al Colle, fanno pensare che i due leader hanno avuto modo di parlare anche di altri argomenti.
Tra le ipotesi, c’è chi insinua che Renzi abbia voluto sondare la disponibilità di Prodi a candidarsi nuovamente alla presidenza della Repubblica, per fare pressione su Forza Italia per le riforme. Inoltre, Renzi può in tal modo contare sul consenso della minoranza del Pd che appoggia Prodi e sul fatto che anche il Movimento Cinque Stelle sarebbe a favore del fondatore dell’Ulivo.
A Forza Italia però non è piaciuto l’incontro.
Ieri, vi è stato un nuovo monito del leader del partito Silvio Berlusconi : “Abbiamo dovuto sottoscrivere il patto del Nazareno che ci ha dato e ci dà tanto fastidio impedendo di fare un’opposizione vera. Ma come facevamo a dire no a delle riforme che sono le nostre riforme?”, spiega l’ex premier, aggiungendo che come conseguenza del Patto “non potrà essere eletto un capo dello Stato che a noi non sembri adeguato all’alta carica istituzionale che deve ricoprire”.
La smentita sul Patto del Nazareno però è giunta dalla vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani: “Assolutamente no. Abbiamo detto per tempo e con chiarezza che nel cosiddetto patto del Nazareno ci sono degli impegni importanti sia sulla legge elettorale che sulle riforme istituzionali. Noi siamo impegnati su quello”.

Lo stesso capogruppo Fi alla Camera, Renato Brunetta ha ribadito questa mattina che il prossimo capo dello Stato dovrà essere “una personalità fuori dai partiti e ampiamente condivisa”, commentando che si tratterà del “contrario degli ultimi presidenti, a partire da Napolitano che ha contribuito a distruggere il ruolo di coesione nazionale della presidenza della Repubblica”.
La nomina, afferma Brunetta “non è nelle mani di Renzi che non ha la maggioranza nei gruppi”. Tanto che l’incontro con Prodi, per il capogruppo Fi è stato un “giochetto mediatico”.
“Spero abbiano parlato di economia perché Prodi può dargli qualche lezione”, ha poi puntualizzato Brunetta.

C.D.