Giallo di Garlasco: oggi la sentenza di un caso lungo 7 anni

Chiara Poggi (foto il giorno.it)
Chiara Poggi (foto il giorno.it)
Garlasco. Pavia. Sette anni. Un caso lungo 7 anni, quattro mesi e 7 giorni. Tanto è durata l’attesa della famiglia di Chiara Poggi, la ragazza di 26 anni uccisa a Garlasco, in Lomellina . Tra poche ore, è atteso il verdetto del processo d’appello bis contro l’ex fidanzato e studente della Bocconi Alberto Stasi.

L’accusa ha una richiesta molto chiara: una pena di 30 anni di carcere per Stasi che nei precedenti processi di primo e secondo grado è sempre stato assolto. In data odierna è atteso, dopo la camera di consiglio, il verdetto della Corte d’Assise e d’appello di Milano in cui si è celebrato il processo bis. Un processo rifatto su input della Cassazione che nell’estate 2013 aveva indicato la riapertura del processo con una “rilettura e rivisitazione” di tutti gli indizi a carico di Alberto Stasi. Secondo i giudici della Cassazione, infatti, nel processo di secondo grado che ha portato nel 2011 alla seconda assoluzione di Stasi gli indizi erano stati valutati in modo sbagliato.

L’udienza è fissata alle 9 di domani mattina. Ci saranno le repliche della procura generale che ha chiesto la condanna a trent’anni e della parte civile. Molto probabilmente, Alberto Stasi, potrebbe rilasciare delle dichiarazioni spontanee.

Gli undici indizi

Il rapporto confidenziale della vittima con l’assassino
La criticità dei rapporti tra Chiara e Alberto
La mancanza di un alibi
La falsità del racconto di Stasi
Il DNA di Chiara Poggi sui pedali
Lo scambio dei pedali
L’impronta digitale sul dispenser del sapone
Il fatto di non aver dichiarato la disponibilità di piu bici nere
L’impossibilità di non sporcarsi le scarpe
Le scarpe numero 42 dell’assassino sono compatibili con il numero di scarpe di Alberto Stasi
I graffi sul braccio di Stasi.

La difesa di Alberto Stasi invece ha le idee chiare: il delitto di ha altri colpevoli, non certo l’ex studente della Bocconi: “Si faccia giustizia, ma non sulla testa di Alberto”.
“Le indagini, invece, sono state unilaterali”, mentre secondo gli avvocati di Alberto andrebbero approfondite le posizioni di persone, appartenenti alla cerchia amicale e parentale, che erano presenti a Garlasco il giorno del delitto e che sono state ascoltate nella prima fase dell’inchiesta. Tanto più che sotto le unghie di Chiara, hanno ricordato i difensori, è stato trovato non solo materiale genetico compatibili con Stasi ma anche con altri.
Poche ore e tutto sarà più chiaro.

MD