Riforme, ‘Il Mattinale’ contro Napolitano

Giorgio Napolitano (Filippo Monteforte/Afp/Getty Images)
Giorgio Napolitano (Filippo Monteforte/Afp/Getty Images)

Duro affondo de ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati, nei confronti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del suo discorso di auguri di fine anno rivolto ieri alle alte cariche dello Stato presenti al Quirinale: “Ieri sera abbiamo assistito al capolavoro politico di Giorgio Napolitano. Ieri l’allievo di Togliatti, sempre un po’ secondo a tutti, talvolta terzo o quarto, ma sempre nel Comintern che non muore mai, è riuscito a conquistare il ruolo più ambito”.

“Ieri ha impartito disposizioni, moniti pesanti come ordini, non da Capo dello Stato (sarebbe uno sfregio alla Costituzione), non come suprema autorità garante dell’unità della nazione (come tale non gli è consentito di assumere il ruolo di capo del capo del governo)” – scrive ‘Il Mattinale’, con molta ironia – “No, ieri è stato colui che nella tradizione della Antica Ditta Rossa è il dominus di tutto l’ambaradan, il Timoniere da cui promanano le rimanenti funzioni, e cioè il Segretario Politico del Partito. Lui è sempre stato posizionato in posizioni forti e insieme subordinate per tutte le dinastie Song, Ming e Qing. È l’unico che le ha attraversate tutte, e adesso che con l’avvento di Qing-Renzi, tutte le cariche sono prese, che può volere se non la stabilità universale?”.

Prosegue la nota politica: “Questa stabilità vede tutto, ma proprio tutto in mano al Pci-Pds-Ds-Pd, perché dovrebbe rischiare di perdere tutto, lasciando libero corso al gioco democratico? Con l’intelligente e vincente gioco delle preannunciate dimissioni può permettersi tutto, e se l’è permesso, quasi fossero gli ultimi desideri di un capotribù Sioux. Addirittura ha avuto l’ardire di proiettare il suo mandato oltre i due già ricevuti, consegnando un compitino al successore, il quale non dovrà far altro che essere un Napolitano-ter, dopo le regole di comportamento e la funzione politica tracciate ieri come binari inderogabili, di accompagnamento al potere sempiterno del Pci-Pds-Ds-Pd”.

Sequestro della democrazia parlamentare

“È con ogni evidenza una benedizione della prossima copia Renzi-Padoan. Con quest’ultimo convertito al renz-napolitanismo da dalemiano che era, obtorto Colle, come si dice. Onore alla raffinatissima intelligenza di Napolitano. Ma non ci chieda di arrenderci a questo strapotere”, sentenzia ‘Il Mattinale’, che poi accusa: “Questa stabilità da lui richiesta diventa sequestro della democrazia parlamentare, imposizione di compiti che al Quirinale non spettano. La scomunica preventiva comminata a chiunque osi pensare a una qualche scissione nelle forze politiche è una cosa mai sentita. Ha addirittura la pretesa di essere un vincolo di coscienza, somiglia a una bocciatura cecoslovacca del dissenso”.

La conclusione dell’editoriale è una sorta di atto di resistenza: “Insomma, sinceri complimenti. Arrivare a novant’anni e dare la propria forma e i propri contenuti a una Repubblica è un record mondiale. Ma ne avremmo fatto a meno e resisteremo”.

 

GM