Ciclismo, un italiano ancora positivo all’antidoping. Lui prova a spiegare

Mauro Santambrogio (getty images)
Mauro Santambrogio (getty images)

Mauro Santambrogio nuovamente positivo all’antidoping, dopo un controllo fuori-competizione dell’Uci del 22 ottobre scorso. E’ questa la notizia rimbalzata ieri che ha scosso nuovamente il mondo del ciclismo, in particolare quello italiano. Santambrogio era stato trovato positivo all’Epo al Giro d’Italia 2013 ed era stato squalificato per un anno e mezzo, fino al novembre 2014. In questi mesi il corridore lombardo aveva collaborato con l’UCI e gli era stato fatto uno sconto di pena. Addirittura aveva poi trovato un contratto per la prossima stagione con l’Amore e Vita. Ora pero’ questo nuovo episodio che lo stesso ciclista ha provato a spiegare così: ”Non mi sono dopato. Mi stavo curando e lo avevo detto anche a chi era venuto a fare il controllo. Sono tranquillissimo. Il 7 luglio non sapevo ancora che cosa fare della mia vita — riporta La Gazzetta dello Sport —. Però avevo problemi di salute. Non ho vergogna a dirlo: anche di erezione. Pensavo al futuro, con la mia ragazza volevamo un figlio e allora sono andato dall’urologo e mi ha prescritto una cura di tre mesi con dei prodotti che contenevano testosterone. La cura è finita a inizio ottobre, il contatto con Ivano Fanini per la squadra è avvenuto il 28, dopo il controllo a sorpresa. Conosco bene i medicinali che avevo preso fino a pochi giorni prima. Ma avevo già fatto vedere il certificato medico agli ispettori che erano venuti per il test. Questo voglio che sia chiaro. Adesso non so che cosa succederà, però non è in discussione che in questo caso non avessi neppure l’intenzione di doparmi. E a che cosa mi sarebbe servito poi?”.

Nonostante tutte queste spiegazioni, Santambrogio è stato nuovamente sospeso e dovrà certamente affrontare un’altra procedura davanti agli organi antidoping nazionali.

MO