Sci Alpino, il ritorno di Innerhofer: ”Lavoro il doppio per tornare al top”

Christof Innerhofer (Getty images)
Christof Innerhofer (Getty images)

Christof Innerhofer sta lavorando sodo per tornare al top delle classifiche mondiali dello Sci Alpino, dopo il brutto infortunio dello scorso anno. Domani si correrà in Val Gardena, dopo l’inizio della stagione molto difficile per lui negli Stati Uniti. Ma ‘Inner’ non si butta giù e ci crede davvero. Queste alcune delle sue parole a Tuttosport: ”Ho bisogno di fare chilometri sugli sci, quelli che mi mancano. E abbiamo fatto appena una prova. Io ci provo, ma dipende da come sta la schiena. La gara vada come deve andare. Non è realistico pensare al podio. Io voglio crescere. Gli altri dopo le gare andranno a riposarsi, io ad allenarmi. Sapevo che nelle prime gare mi sarei buttato quasi senza preparazione, sapevo di espormi. Ma non devo nascondermi e non scio per i giornalisti. Io scio per me stesso. E se voglio tornare in forma per le classiche di gennaio e i Mondiali ho bisogno di macinare chilometri in gara, perché solo lì si migliora e si ritrova la fiducia. Già a Beaver Creek le cose sono migliorate, con alcuni parziali da top ten. Io ho guardato anche a quello. E al fatto che quando siamo tornati in Italia nell’allenamento di Santa Caterina, sulla nuova discesa di fine anno, in qualche giro sono stato il migliore. Insomma, so ancora sciare. Il problema è e resta la schiena. Va un po’ meglio ora, ma negli ultimi tre mesi ho passato più tempo in macchina per andare a Monaco a fare fisioterapia e trattamenti che ad allenarmi. Tre ore andare e tre tornare da casa, due o tre volte la settimana. Gli altri si allenano, io mi curo. Così andare forte e recuperare in corsa non è facile. Anche perché ci si mettono di mezzo anche altri impegni, troppi”.

Lo sciatore altoatesino ha poi parlato della candidatura di Roma 2024: ”L’altro giorno ero lì quando è stata lanciata ufficialmente. Certo, in questa congiuntura economica è complicato, ma per gli atleti italiani non può esserci nulla di più bello che un’Olimpiade in casa. E i nostri figli si troverebbero grandi impianti per diventare i campioni di domani”.

Infine, Innerhofer parla della motivazione che lo spinge ancora a scendere giù in picchiata, nonostante anche i gravi infortuni: ”A me lo fa fare la passione e la voglia di essere il migliore. E’ una malattia, una droga. Una bella droga, positiva. Ti fa allenare. Soffrire come dite voi, anche se per me non è una sofferenza. Ma farmi il c… quello sì. Se lo faccio è perché voglio ancora vivere certi momenti. Vero, mi manca l’oro a cinque cerchi, ma in realtà non mi manca niente. Ho raggiunto i grandi traguardi, ora come ora ne ho solo di piccoli, ovvero di migliorare giorno per giorno. Ma quello finale è essere ancora il migliore. Gente come Cuche e Walchhofer hanno iniziato a vincere alla mia età. Ecco quello che me lo fa ancora fare. Ho solo trent’anni, davanti ho ancora quelli migliori”.

MO