Blitz antiterrorismo: arrestati 14 neofascisti che progettavano attentati

Agenti del Ros dei Carabinieri (Mario Laporta/Getty Images)
Agenti del Ros dei Carabinieri (Mario Laporta/Getty Images)

Dal nucleo antiterrorismo dei carabinieri del Ros è stata smantellata questa mattina una organizzazione neofascista che, secondo gli inquirenti, progettava “azioni violente contro obiettivi istituzionali”.
Nell’operazione, condotta questa mattina su disposizione della magistratura dell’Aquila, sono state arrestate 14 persone in varie regioni italiane tra le quali 11 in carcere e tre ai domiciliari, mentre sono ancora in corso delle perquisizioni a carico di una cinquantina di persone. Le indagini che partono dall’Abruzzo stanno coinvolgendo anche altre regioni tra cui Lombardia, Piemonte Lazio e Campania.
L’operazione intitolata “Aquila Nera” ha evidenziato che il gruppo si “poneva in continuità con l’eversione nera degli anni ’70”.
Le indagini sono partite dal gruppo guidato da Stefano Manni, di 48 anni e originario di Ascoli Piceno ma residente a Montesilvano, che avrebbe un legame di parentela con Gianni Nardi, terrorista neofascista. Negli anni ’70 , Nardi insieme a Stefano Delle Chiaie, Giancarlo Esposti e Salvatore Vivirito, era uno dei maggiori esponenti di Ordine Nuovo.

Tra gli altri arrestati, come riporta l’Ansa, spicca il nome di Rutilio Sermonti che avrebbe avuto il ruolo di “ideologo”. Ovvero, secondo le indagini sarebbe stato “estensore di una nuova costituzione repubblicana basata su un ordine costituzionale di ispirazione marcatamente fascista». Residente nella provincia di 2-
Sermonti, ex aderente a Ordine Nuovo, è ritenuto una delle figure più importanti del panorama degli intellettuali di destra in Italia.
L’organizzazione si richiamava al movimento neofascista di Ordine nuovo e nell’ordinanza di custodia cautelare vengono contestati reati vari che spaziano da reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico ed associazione finalizzata all’incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

In base alle indagini inoltre il gruppo avrebbe utilizzato i social network come “strumenti di propaganda eversiva” e sono stati documentati che i tentativi degli indagati di reperire armi, tramite una rapina già pianificata o mediante approvvigionamenti all’estero.

Negli atti del procedimento viene indicato che i neofascisti arrestati miravano al “compimento di atti di violenza (tramite attentati a Equitalia, magistrati e forze dell’ordine) al solo fine di destabilizzare l’ordine pubblico e la tranquillità dello Stato”.
Una strategia che sarebbe stata condotta “su un doppio binario”. Ovvero, per gli inquirenti, “da un lato atti destabilizzanti da compiersi su tutto il territorio nazionale e dall’altro un’opera di capillare intromissione nei posti di potere, tramite regolari elezioni popolari con la presentazione di un loro nuovo partito”.

Dalle carte emerge inoltre che alcuni degli indagati avevano ipotizzato “forti azioni nei confronti di esponenti dello Stato tra cui ministri della Repubblica, rappresentanti delle Forze dell’Ordine o magistrati”. Tra i quali si apprende anche di un “progetto, sfumato, di assassinare il noto ordinovista Marco Affatigato, ritenuto infame poiché asseritamene legato ai servizi segreti”.

Immediato il commento del Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici che in una nota ha espresso i propri complimenti a chi ha condotto l’operazione: “La notizia dei 14 neofascisti arrestati in diverse regioni italiane è la dimostrazione di quanto le nostre Istituzioni tengano alta la guardia contro ogni tentativo di rinascita di gruppi che si ispirano a ideologie antidemocratiche e che incitano alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.
“Complimenti al Generale Mario Parente e ai Carabinieri del Ros, come del resto ai magistrati della Procura dell’Aquila, per il lavoro svolto. Per chi si ispira al fascismo non ci devono essere mezze misure. Purtroppo, anche a causa dell’uso distorto di strumenti on line, i neofascismi in Italia e in Europa sono una realtà che non possiamo sottovalutare. Le forze di sicurezza del nostro Paese lavorano ogni giorno per debellare definitivamente questo tumore con l’aiuto di strumenti tecnologici sofisticati. Vogliamo credere che questo immenso lavoro si possa al più presto concretizzare con sentenze esemplari”.

C.D.