Galassia 5 Stelle, Vacciano si dimette da senatore

Il logo del M5S (Getty Images)
Il logo del M5S (Getty Images)

Dopo un lungo tira-e-molla durato praticamente dal giorno della sua elezione al Senato, il tesoriere del Movimento 5 Stelle a Palazzo Madama, Giuseppe Vacciano, ha lasciato il suo gruppo parlamentare. Lo si apprende da ‘Il Fatto Quotidiano’, che sottolinea come l’annuncio sia arrivato agli ormai ex colleghi attraverso un’email. Con l’addio di Vacciano, salgono a 24 i parlamentari che hanno lasciato il gruppo dall’inizio della legislatura.

Il senatore ha poco fa precisato che non abbandona il gruppo ma ha presentato una lettera di dimissioni irrevocabili: “Oggi ho consegnato la mia lettera di dimissioni dal Senato della Repubblica (NON dal gruppo parlamentare M5S, come pare abbia deciso qualche sedicente giornalista). Si tratta di una decisione presa già diverse settimane fa e che ho condiviso con il meetup locale nel quale sono ‘cresciuto’ (Latina) e con i colleghi del Senato”

Appena tre giorni fa, il senatore sembrava avesse riallacciato i rapporti con il Movimento 5 Stelle, quando, nel corso del dibattito sulla legge di stabilità, aveva attaccato la maggioranza di governo, rivolgendosi così al presidente dell’Aula di Palazzo Madama, Pietro Grasso, affermando: “Ci rifiutiamo di votare il testo di Topolino. Ci chiedete davvero di esprimerci su qualcosa che non esiste?”. Parole che erano state rilanciate da Grillo sul suo blog.

Il voto per Grasso

Il rapporto tra Vacciano e il Movimento 5 Stelle è stato controverso sin dall’inizio della legislatura: il senatore è infatti tra coloro che sostennero la candidatura di Grasso al ruolo di presidente dell’Aula. “Se si cercano i colpevoli di ‘alto tradimento ai principi del M5S’, ecco, uno l’avete trovato”, aveva scritto in quell’occasione Vacciano su Facebook, proseguendo: “È vostro diritto considerare la mia scelta un errore e una violazione del codice di comportamento (certamente non mi trincererò dietro l’articolo 67 della Costituzione) come era mio quella di farla, vi chiedo la cortesia di mantenere un atteggiamento civile nei commenti, se intenderete farne”.

Spiegava ancora Vacciano: “Nella mia vita non ho mai nascosto la mano dopo aver tirato il sasso e non inizierò a farlo ora per convenienza personale o di immagine. Né vorrei che scelte personali dettate esclusivamente dalla mia coscienza e dagli eventi vissuti sabato pomeriggio portassero danno o sospetti su quella parte maggioritaria di cittadini senatori che ha votato nel ballottaggio di ieri scheda bianca o nulla”. Quindi ricordava che l’alternativa era tra Grasso e Renato Schifani, “così, di fronte al rischio di vedere nuovamente una persona come quella proposta dal Pdl quale seconda carica dello Stato, pure con mille dubbi e consapevole che tra Pd e Pdl non esiste il ‘meno peggio’, ho votato Grasso”.

Contrario al direttorio

Nel febbraio di quest’anno, Vacciano era stato poi tra coloro che avevano abbandonato una concitata assemblea che aveva portato all’espulsione dei quattri senatori ‘dissidenti’, Lorenzo Battista, Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino. Da lì iniziò quel travagliato percorso che portò alla gran parte delle defezioni che si sono registrate nel Movimento 5 Stelle.

Ma a scatenare le ire di Vacciano e verosimilmente a portarlo alle sue dimissioni odierne, c’è stata senza dubbio la nomina del direttorio a cinque. Il senatore e tesoriere del gruppo, aveva rilanciato le parole della giovane deputata Patrizia Terzoni, secondo la quale con la vittoria del si alla nomina dei cinque vice “diventeremo un partito e non voglio far parte di un partito”, aggiungendo: “Secondo me ha ragione lei. Il rischio insito nel creare questo tipo di strutture è palese. Non è questo lo spirito con cui era nato il Movimento… Così perdiamo tutta la coerenza dell’uno vale uno e delle scelte dal basso”.

Qualche ora dopo l’Adnkronos aveva riportato la notizia che Vacciano, nel pomeriggio di oggi, avrebbe scritto ai colleghi per annunciare sue imminenti e polemiche dimissioni proprio rispetto alla questione. Oggi la notizia che il senatore si sarebbe dimesso e avrebbe comunicato la sua scelta a Grasso.

Lasciano altri due parlamentari

Oltre a Vacciano, si sono dimessi altri due parlamentari, una senatrice e un deputato, anche essi facenti riferimento al meet-up di Latina. Si tratta di Ivana Simeoni e Cristian Iannuzzi, protagonisti peraltro di una mini-Parentopoli all’interno della galassia 5 Stelle: i due sono infatti madre e figlio. A comunicare i due nuovi addii, è stato Iannuzzi: “Oggi ho rassegnato dimissioni dal Parlamento con gli altri due portavoce di Latina. Il rispetto di principi e regole vale più di una poltrona”.

 

GM