Ue: Iva su e-commerce più equa

Pierre Moscovici, Commissario europeo agli Affari economici (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)
Pierre Moscovici, Commissario europeo agli Affari economici (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

Il Commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha annunciato in questi giorni l’entrata in vigore dal 1° gennaio prossimo delle nuove norme europee sull’Iva applicata ai servizi e-commerce transfrontalieri. Le nuove norme porteranno ad alcuni Paesi un maggior gettito dell’imposta, che sarà applicata in modo più equo in ambito europeo.

Moscovici ha illustrato la nuova normativa spiegando che “finora, una gran quantità di entrare Iva derivante da acquisti via internet transfrontalieri è finita in Paesi con basse aliquote dove hanno impiantato la sede fiscale le multinazionali”. Vedi il caso del Lussemburgo, dove hanno la propria sede, ad esempio, Amazon e altre grandi multinazionali. Tra l’altro, proprio gli accordi di tax ruling tra il Lussemburgo e le società multinazionali sono finite nel mirino di un’inchiesta internazionale che ha rivelato le pratiche poco ortodosse del Granducato proprio nel periodo in cui era Primo Ministro Jean-Claude Juncker, attuale presidente della Commissione europea. Lo scandalo ha preso il nome di LuxLeaks.

Con le nuove regole europee sull’Iva, invece, dovrebbe essere ripristinata l’equità nella distribuzione del gettito tra Paesi europee. “Le nuove regole correggeranno” le “distorsioni” che si sono avute finora, ha precisato Moscivici, sottolineando anche che si creerà “un miglior contesto di competizione”. “Molti paesi vedranno crescere le entrate Iva”, ha detto ancora il Commissario europeo.

Nell’ambito del nuovo quadro normativo, è stato creato un meccanismo che viene incontro alle imprese per aiutarle ad adempiere alle nuove regole sull’Iva. Attraverso il punto di contatto denominato “One Stop Shop” le piccole imprese, che vedono online anche in altri Paesi il loro beni e servizi digitali, possono versare l’Iva integralmente nel proprio Stato di origine, senza dover affrontare i diversi regimi fiscali degli altri Paesi europei, con il rischio di dover sottostare fino a 28 normative diverse, quanto sono gli Stati membri dell’Unione europea.

V.B.