Traghetto in fiamme, la preghiera di Papa Francesco

Papa Francesco all'Angelus (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
Papa Francesco all’Angelus (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

E’ in costante monitoraggio la vicenda del traghetto andato in fiamme stanotte al largo delle coste albanesi. Sull’imbarcazione della Norman Atlantic, secondo quelle che sono le ultime verifiche trasmesse in via ufficiale, viaggiavano 422 passeggeri e 56 uomini dell’equipaggio; 44 in tutto gli italiani a bordo. Al momento, non ci sono vittime e secondo i dati della Marina Militare italiana, che sta coordinando le operazioni di salvataggio, 131 persone sono state già tratte in salvo.

49 di queste sono sulla motonave Spirit of Pireus, 36 sono stati presi dalla motonave Aby Jeanette e 17 da un elicottero della Marina poi trasferiti sulla motonave Cruise Europa, ma la situazione è in mutamento continuo. Le situazioni più critiche riguardano tre bambini e un uomo di 58 anni, che sono stati trasportati in elicottero in Puglia in condizioni di ipotermia, e una donna incinta. Continuo e costante è comunque il supporto di elicotteri di Capitaneria e Aeronautica.

Alcuni soccorritori della Capitaneria di Porto hanno riferito che comunque le fiamme a bordo non sarebbero estinguibili “perché molto estese” e che “la situazione si sta aggravando perché la nave è inclinata”. Notizia in seguito smentita dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto. Resta il fatto che una volta posti in sicurezza tutti i passeggeri, nella speranza che vengano portati in salvo senza ulteriori complicazioni, si dovrà fare i conti con il relitto del traghetto e con le possibili conseguenze di un disastro ambientale.

Le parole del Pontefice

A quanto sta avvenendo al largo del Canale d’Otranto, ha dedicato il suo pensiero Papa Francesco nel corso dell’Angelus, facendo riferimento anche al tragico evento del volo di linea scomparso nei cieli in Indonesia: “Il mio pensiero va, in questo momento, ai passeggeri dell’aereo malese scomparso mentre era in viaggio fra Indonesia e Singapore, come pure ai passeggeri delle navi in transito nelle ultime ore nelle acque del mare Adriatico coinvolte in alcuni incidenti. Sono vicino con l’affetto e la preghiera ai familiari e a quanti vivono con apprensione e sofferenza queste difficili situazioni e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso”.

L’apporto della Marina Militare

Ancora una volta, così come avvenuto in centinaia di occasioni per ben altre operazioni di soccorso legate alle rotte dei migranti, fondamentale è stato l’apporto di uomini e mezzi della Marina Militare, così come peraltro ribadito dal portavoce, capitano di fregata Riccardo Rizzotto, in un’intervista a Skytg24, in cui parla di “enorme dispiego e la qualità di mezzi in campo” e sostiene che “la funzione principale della gran parte dei mercantili nell’area è di costituire una barriera che protegga il traghetto dalle onde del mare e agevolare le operazioni di salvataggio. La barriera dei vari mercantili dovrebbe in qualche modo ‘amministrare’ il moto ondoso”.

Costante è anche la comunicazione tra autorità italiane e quelle di Grecia e Albania, le altre due nazioni coinvolte in questo evento; poco fa, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha twittato: “Telefonata con Min Difesa Albania, che ha inviato nave ed ha pre allertato porti per eventuali soccorsi”.

 

GM