Instabilità in Ucraina: Oliver Stone accusa la Cia

Manifestanti a Kiev, Ucraina (Getty images)
Manifestanti a Kiev, Ucraina (Getty images)

Il noto regista americano Olvier Stone torna a parlare del caso dell’Ucraina e lo ha fatto con un post pubblicato sul suo profilo Facebook, rimbalzato sulle maggiori testate estere lo scorso 31 dicembre e ripreso oggi dal blog di Beppe Grillo in lingua italiana.
Nel suo discorso, il premio Oscar spiega di aver intervistato per quattro ore l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych “per un nuovo documentario in lingua inglese prodotto da ucraini”.
Stone ricorda come Yanukovich sia stato “il legittimo presidente dell’Ucraina fino a quando improvvisamente è stato rimosso il 22 febbraio di quest’anno”.
Pertanto, il regista anticipa che nel documentario racconterà come sono andati i fatti durante i mesi di protesta partita da Maidan, la piazza centrale di Kieve e che portarono alla fuga di Yanukovich, per cui sottolinea Stone, “sembra chiaro che i cosiddetti tiratori che hanno ucciso 14 uomini della polizia, ne hanno feriti circa 85 e hanno assassinato 45 civili che protestavano, erano provocatori infiltrati dall’estero”.

Secondo l’opinione di Stone, “molti testimoni, tra cui Yanukovich e funzionari di polizia, credono che questi individui stranieri siano stati introdotti da gruppi filo-occidentali con lo zampino della CIA”.
A dimostrazione di questa tesi, il regista ricorda “il cambio di regime/colpo di stato del 2002, quando Chavez è stato temporaneamente estromesso, dopo che manifestanti pro- e anti-Chavez erano stati colpiti da misteriosi cecchini nascosti in palazzine di uffici”.
“Assomiglia anche alla tecnica usata all’inizio di quest’anno in Venezuela quando il governo legalmente eletto di Maduro è stato quasi rovesciato con l’uso di violenza mirata contro i manifestanti anti-Maduro”, aggiunge Stone, per il quale “basta creare un bel po’ di caos, come ha fatto la CIA in Iran nel ’53, in Cile nel ’73 e in innumerevoli altri colpi di stato e il governo legittimo può essere rovesciato”.
Una tecnica del “soft power americano” che sarebbe nota come “Regime Change 101” e utilizzata anche nel contesto ucraino.
“In questo caso il massacro del Maidan è stato descritto dai media occidentali come il risultato dell’instabile, brutale governo filorusso di Yanukovich”, commenta il registra, ricordando però che “Yanukovich il 21 febbraio fece un accordo con i partiti di opposizione e tre ministri degli esteri dell’UE – che volevano sbarazzarsi di lui andando ad elezioni anticipate”.

Eppure, il giorno seguente il patto non ebbe più valore e dei “gruppi radicali neonazisti armati fino ai denti costrinsero Yanukovych a fuggire dal paese dopo ripetuti tentativi di assassinio”.
Tanto che prosegue il regista, “il giorno successivo è stato varato un nuovo governo filo-occidentale, immediatamente riconosciuto dagli Stati Uniti (come nel golpe contro Chavez 2002). Una storia sporca in tutto e per tutto, ma nel tragico seguito di questo colpo di stato, l’Occidente ha raccontato la versione dominante, quella della Russia in Crimea. Mentre la vera versione è gli USA in Ucraina“.

Il regista accusa i media Occidentali di non dire la verità: “Si tratta di una manipolazione surreale della storia che si sta verificando ancora una volta, come durante la campagna elettorale di Bush pre-Iraq, quella delle armi di distruzione di massa”, afferma senza mezzi termini Stone, convinto del fatto “che la verità verrà finalmente fuori in Occidente, mi auguro in tempo per fermare un’ulteriore follia”.
Il regista rimanda anche ad un’analisi del giornalista Pepe Escobar, intitolata “Un nuovo arco di instabilità in Europa” prevede una crescente instabilità nel 2015, “in quanto gli Stati Uniti non possono tollerare l’idea di una qualsiasi entità economica rivale”.
Infine, Stone cita anche la “decima puntata de La Storia mai raccontata, dove discutiamo i danni degli imperi coloniali del passato, che non hanno permesso la nascita di paesi economicamente competitivi.”

Nei mesi scorsi il regista aveva espresso più volte delle critiche sul modo in cui si stavano comportando gli Stati Uniti nella scacchiera internazionale. In merito alla manipolazione in atto in Ucraina aveva anche citato il caso dell’aereo della Malaysia Airlines abbattuto al confine con la Russia, nella regione del Donbass, spiegando che “gli USA non hanno portato alcune prove che questo complesso è arrivato in Ucraina dalla Russia”, riferendosi al tipo di missile impiegato per l’abbattimento del velivolo che secondo l’opinione diffusa, viene attribuito ai separatisti filo ucraini.
“Io avevo letto anche che, prima la Russia forniva questi complessi all’esercito ucraino prima dell’inizio della crisi”, aveva aggiunto Stone, precisando che “queste testimonianze non permettono per adesso di trarre delle conclusioni univoche. In Gran Bretagna stanno decifrando le scatole nere, però i risultati dell’indagine saranno pubblicate solo nel 2015, troppo tardi. Il mio istinto dice che l’aereo è stato abbattuto dai cattivi del governo ucraino. Sicuramente non ne sono certo, però sospetto che è stato proprio cosi”.

“Io sono un veterano della guerra di Vietnam, e allora succedeva la stessa cosa. Quando per esempio il cacciatorpediniere americano aveva subito un attacco da parte dei vietnamiti, il Congresso degli USA aveva accettato la rivoluzione di Tonkin che ha fondato l’inizio della guerra a Vietnam. Dopo tanti anni abbiamo scoperto che non erano stati i vietnamiti ma era tutto organizzato dagli americani. Menzogna e provocazione. Ne conosciamo tanti di questi esempi”, ha poi proseguito Stone (per leggere intervista: Informareperresistere).

C.D.