Pioggia di meteore (getty images)

Pioggia di meteore (getty images)

E’ la bridgmanite il minerale più abbondante nelle viscere del nostro pianeta. Questo componente terrestre compone circa il 38 per cento del volume della Terra. Per conoscere la sua natura però abbiamo dovuto studiare un meteorite. Per l’uomo, infatti, è un minerale irraggiungibile, visto che si trova tra i 660 e i 2.900 chilometri di profondità.

Un gruppo di scienziati guidato da Oliver Tschauner, dell’Università del Nevada-Las Vegas, è andato a cercare un frammento di bridgmanite in un meteorite caduto in Australia nel 1879. Grazie alla ricerca, pubblicata su Science, il team ha ottenuto l’approvazione dell’International Mineralogical Association: il minerale è stato analizzato e gli è stato dato un nome. “Bridgmanite” è un tributo a Percy Bridgman, premio Nobel per la Fisica nel 1946 per i suoi studi sulle alte pressioni.

Queste le parole di Roberta Oberti, ricercatrice dell’Istituto di geoscienze e georisorse del CNR di Pavia. “Di questo minerale sapevamo già tutto, ora possiamo finalmente dargli un nome”, commenta  “Più della scoperta del campione in sé, è interessante il fatto che sia avvenuta su un meteorite, perché ci consente di capire a quale shock di pressione e temperatura è stato sottoposto”.

Se mai riuscissimo a penetrare la Terra fino a 660 chilometri, il minerale non sarebbe più lo stesso perché pressione e temperatura in superficie sono inferiori. Ma il meteorite australiano cosa ha di diverso? Spiega Oberti: “L’urto con un altro corpo celeste è avvenuto così rapidamente che il minerale è rimasto come congelato nelle stesse condizioni in cui si è formato”.

Giovanni Remigare