Il blog di Grillo: “Pugno duro, ma no a campagne islamofobe”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56
Francia, penne in aria (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)
Francia, penne in aria (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)

Articolata presa di posizione del blog di Beppe Grillo, con un intervento a firma di Aldo Giannuli, dopo l’attacco terroristico avvenuto oggi al settimanale satirico francese ‘Charlie Hebdo’. Il politologo, vicino alle posizioni del Movimento 5 Stelle, rileva come “Wolinski era un uomo di sinistra, molto vicino al movimento del sessantotto, non era certo un sostenitore del Fn di Marine Le Pen. E già questo fa capire come, per l’ala armata del fondamentalismo islamico, non fa alcuna differenza trovarsi davanti un lepenista o un comunista, uno della Lega Nord o di Rifondazione Comunista. Per loro siamo tutti nemici allo stesso modo”.

Nessun dubbio per Giannuli sulla matrice dell’attentato, “si tratta di uomini che appartengono all’ala armata di qualche formazione dell’islamismo radicale”, ma “questo non deve indurre a nessuna campagna islamofoba (che, purtroppo, temo prenderà piede in Francia già dai prossimi giorni, per la gioia di Marine Le Pen): bisogna saper distinguere molto bene fra islamici, fondamentalisti e terroristi. Non tutti gli islamici sono fondamentalisti ed, anzi, la netta maggioranza sono degnissime persone, aliene da ogni fanatismo”.

Tre pesi e tre misure quelli che occorrono: “Gli islamici non fondamentalisti, vanno protetti e difesi dalle campagne islamofobe, vanno accolti ed integrati, in modo da integrarli nella comunità nazionale ed isolare i fanatici. Verso i fondamentalisti, al contrario, occorre avere la massima durezza ed, alla prima occasione, buttarli fuori senza nessuna esitazione. Di fanatici, fascisti, maniaci religiosi, esaltati ne abbiamo già abbastanza in casa nostra, senza bisogno di andarne ad importare”.

Discorso a parte merita la categoria ‘terroristi’: “Salvo il rispetto delle convenzioni internazionali sui prigionieri di guerra (quindi niente pena di morte e niente tortura), per il resto pugno di ferro esattamente contro i nemici in guerra”. Nessun dubbio su come riconoscere un fondamentalista islamico: “Tendono a venir fuori da soli: difficilmente un fondamentalista mancherà di manifestare la sua intolleranza religiosa”.

La proposta di Giannuli

Il politologo avanza poi una proposta controversa: “Forse sarebbe opportuno sottoporre a chi vuol entrare in un paese europeo, una dichiarazione giurata (insisto: giurata) di osservanza della Costituzione del Paese in cui entra e di accettazione dei valori di libertà, di tolleranza religiosa, di laicità dello Stato, di eguaglianza fra i sessi, in mancanza della quale, il soggetto è respinto alla frontiera. E se l’interessato mentisse? Tranquilli: un vero fondamentalista non presta giuramento (che significa chiamare Dio a testimone della verità delle sue affermazioni) se deve accettare di osservare il rispetto delle altre fedi, della laicità dello Stato, la parità fra i sessi ecc.”.

“Tranquilli che i fondamentalisti si eliminano da soli come problema. Ed avremo già fatto un passo avanti, privando il pesce terrorista dell’’acqua in cui nuota. Poi i terroristi sarà più facile circoscriverli ed individuarli applicando i comportamenti conseguenti”, sottolinea ancora Giannuli, che poi lancia un monito: “I fondamentalisti devono capire che è l’intera società europea, di destra o di sinistra, laica o religiosa, del Nord o del Sud a fare sue quelle vignette e battersi in difesa della libertà di espressione. Chi volesse sfidare questa manifestazione di volontà politica, deve sapere che troverà contro l’intera Europa sul piano culturale, politico, di polizia e, se necessario, militare”.

La manina non islamica

Giannuli infine ipotizza “qualche manina non islamica dietro gli attentatori“, sostenendo che a trarre giovamento dall’attentato potrebbero essere in diversi, “ad esempio il Fn che si appresta a fare vendemmia di voti, di conseguenza anche Putin che proprio sul Fn sta puntando per condizionare l’Europa sulla questione delle sanzioni, in una certa misura anche Israele che rinsalda i vincoli con l’Europa ogni volta che c’è un episodio di questo genere, chiunque voglia destabilizzare la Francia in particolare e l’Europa in generale…”.

Il politologo, a sostegno di questa tesi, ricorda l’eccidio di Tolosa, quando “venne fuori che il cecchino, Mohammed Merah, era stato a lungo collaboratore dei servizi segreti francesi in operazioni di infiltrazione del mondo jiadista e che, ad un certo momento, era inspiegabilmente sfuggito di controllo e, sempre inspiegabilmente, aveva fatto quella strage. Peccato che non abbia potuto spiegare cosa gli fosse passato per la testa, perché crivellato di colpi al momento della cattura”.

Giannuli conclude sperando che gli attentatori di oggi vengano catturati vivi “perché vorremmo sapere se hanno qualcosa da dire. Per il resto è guerra e nulla può far peggio delle ondate di isterismo anti islamico o di quelle opposte di pacifismo cretino”.

 

GM