Caso Marò: Massimiliano Latorre potrà rimanere in Italia

Massimiliano Latorre (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
Massimiliano Latorre (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

La Corte Suprema indiana ha concesso una proroga del permesso sanitario in Italia al marò Massimiliano Latorre. La decisione è arrivata oggi da Nuova Delhi. L’estensione del soggiorno in patria per il fuciliere di Marina, che nei giorni scorsi era stato operato al cuore, è stata disposta per tre mesi.

La Corte Suprema avrebbe dovuto decidere lunedì scorso sull’istanza presentata dall’Italia per il prolungamento del soggiorno di Latorre, ma il presidente, il giudice H.L. Dattu, aveva rinviato la decisione ad altra sezione della stessa Corte, ritenendo non opportuno un suo pronunciamento avendo già espresso le sue osservazioni sulla questione in un’altra occasione, quando prima di Natale l’Italia aveva già chiesto la proroga del soggiorno per Latorre e il rientro in patria per Natale per Salvatore Girone, richieste che erano state entrambe respinte.

La nuova decisione è stata presa dalla sezione numero tre della Corte Suprema indiana, presieduta dal giudice Anil R.Dave. I magistrati indiani hanno deciso la proroga del permesso sanitario in Italia per Latorre dopo aver ascoltato, oltre all’avvocato del marò, il pubblico ministero indiano, che ha presentato una lettera del governo di Nuova Delhi, in cui si esprimeva parere favorevole alla permanenza in Italia del militare per altri tre mesi. Dal canto suo, l’avvocato di Latorre, Soli Sarabjee, ha presentato una garanzia scritta con cui l’ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini, si impegna a rispettare la nuova scadenza per il rientro di Massimiliano Latorre in India.

Lo scorso 5 gennaio, Massimiliano Latorre è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al cuore all’ospedale di San Donato Milanese. Il militare è tornato in Italia a metà settembre, dopo un malore, un leggero ictus, accusato mentre era in India. Insieme all’altro fuciliere di Marina Salvatore Girone è accusato di aver ucciso due pescatori indiani per errore, mentre i due militari italiani svolgevano servizio anti-pirateria a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie. Per questo sono trattenuti in India, dal 15 febbraio 2012. Nei loro confronti, però, non è stato ancora formulato alcun capo di imputazione.

Soddisfazione sulla decisione della Corte Suprema indiana è stata espressa dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “Una notizia positiva”, ha detto, sottolineando che si trattava di una “richiesta basata su ragioni umanitarie”. “Ora – ha aggiunto – bisogna lavorare a una soluzione definitiva» per entrambi i Marò”.

V.B.