Tangenti Marina militare, “mancata percezione dell’esistenza del controllo”

Marina Militare (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Marina Militare (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

In merito alle sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di concussione, emesse dal gip della procura di Taranto nei confronti di cinque ufficiali della Marina militare, un sottufficiale e un dipendente civile del ministero della Difesa, il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione, Federico Bergaminelli, ha sostenuto: “La vicenda delle tangenti imposte sugli appalti della Marina militare è stata causata non da una carenza di controllo, ma dalla mancata percezione dell’esistenza del controllo stesso”.

E’ entrato nello specifico Bergaminelli: “Quando non esistono controlli effettuati in modo sistematico il soggetto che pone in essere l’attività criminale percepisce come distante la possibilità del controllo e, di conseguenza, la stessa attività criminale appare come un comportamento abituale, riassumibile nel concetto ‘tanto si è sempre fatto così’. Questa vicenda è un esempio di corruzione per asservimento: alcuni rappresentanti della Marina hanno sfruttato il loro ruolo e la loro funzione per mettere in campo un comportamento delinquenziale”.

Bergaminelli ha poi concluso: “Occorre una maggiore prevenzione, che deve puntare innanzitutto a rimuovere gli ostacoli principali: assenza di controlli, mancata percezione degli stessi, carenze di deleghe e la mancata rotazione del personale”.

Lo scandalo che ha colpito la Marina militare italiana è esploso ieri; secondo l’accusa, sostenuta dal gip Pompeo Carriere nell’ordinanza di custodia cautelare, “come la malavita organizzata”, veniva imposta una tangente a percentuale fissa, il dieci per cento sull’importo di ogni appalto o fornitura “in modo rigido e con brutale e talora sfacciata protervia”. L’aggravante è che i correi sono persone “che hanno giurato fedeltà alla Repubblica e all’osservanza delle regole, innanzitutto deontologiche, dell’ordinamento di appartenenza”.

 

GM