Intervista ad Antonino Cannavacciuolo : presto la nuova edizione di “Cucine da Incubo”

Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo

Non solo attori e cantanti. Oggi, per la nostra sezione Interviste esclusive, abbiamo sentito lo chef di Cucine da Incubo Antonino Cannavacciuolo.

Noto come conduttore della versione italiana in onda su Fox Life, della piattaforma satellitare Sky Italia, e su Cielo, durante la sua carriera come ristoratore, è stato premiato con 2 stelle Michelin, 3 forchette per il Gambero Rosso e 3 cappelli de l’Espresso.

Nato a Vico Equense, in provincia di Napoli, il 16 aprile 1975, Antonino Cannavacciuolo ha conseguito l’Attestato di Cucina presso la locale Scuola Alberghiera nel 1994. Abbiamo voluto sentirlo per farci raccontare tutto di lui.

Buongiorno Antonino, lieti di ospitarti su Direttanews. Partiamo dalle tue origini: tu sei nato a Vico Equense, lì hai studiato alla scuola alberghiera, poi per lavoro ti sei sempre trovato abbastanza lontano da casa, è stata una scelta obbligata o la tua curiosità personale ti ha spinto ad allargare i tuoi orizzonti?

I motivi che mi hanno spinto ad affrontare esperienze lavorative lontano da casa furono legati alla mia curiosità e al desiderio di conoscere culture culinarie diverse da quelle delle mia terra d origine. Credo che questo sia un requisito fondamentale che deve possedere chi decide di intraprendere questa carriera lavorativa.

 

Chi cucinava in casa tua? Quando e da chi hai preso la passione per la cucina, e quando hai capito che quello sarebbe stato il “lavoro della vita”? 

A casa mia cucinavano tutti: da mio padre, cuoco e insegnante della scuola alberghiera, a mia madre, e mia nonna. Sono cresciuto circondato dagli odori del cibo e dalla freschezza dei prodotti della terra e del mare accompagnati dalla passione per i piatti della tradizione: a casa mia, c era sempre qualche cosa in pentola in forno o sulla griglia. Crescere in questo ambiente non ha potuto che contribuire a far nascere in me un amore totalizzante verso il cibo, in un certo senso, credo fossi predestinato.

Stiamo assistendo sempre di più in Italia ad una “spettacolarizzazione” di ogni aspetto della cucina, cosa pensi di questo processo? Trovi sia “educativo” per gli ascoltatori o è fuorviante e può creare false speranze e aspettative verso chi decide di avviarsi a questo duro mestiere?

La spettacolarizzazione culinaria che in questi ultimi anni è letteralmente esplosa tra il web e la televisione, ha senza dubbio contribuito ad avvicinare un numero sempre più elevato di persone a quello che e il cibo e il mondo dell’enogastronomia possono regalare…talvolta, quanto trasmesso rischia però di omettere parte della realtà. E’ importante comprendere che essere cuoco non significa solo andare in tv, ma impegno, costanza e dedizione verso un lavoro che ti assorbe completamente.

 

 

Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo

Com’è nato il tuo approdo alla tv, con il grande successo che ti hanno portato le due stagioni di “Cucine da incubo”?

La partecipazione al programma Cucine da incubo, è stata un occasione arrivata per caso…esperienza che non ero nemmeno tanto convinto di fare….
Il programma, oltre ad essere una bellissima esperienza di vita, mi ha dato anche modo di esporre non solo la mia filosofia di cucina ma anche di espormi come persona.

La tua cucina e i tuoi menù hanno spesso un filo conduttore, quello del “viaggio” dal Sud al Nord del nostro Paese e della combinazione delle materie prime che da queste aree geografiche provengono. Si può dire che quest’idea rappresenti un po’ il tuo percorso nel mondo della cucina?

Oltre che rappresentare il mio percorso culinario, il Sud e il Nord, rappresentano il mio percorso di vita, che dal Sud Italia mi ha portato a al Nord, ad Orta San Giulio.
Questo viaggio, non solo interiore, mi ha dato modo di conoscere ed imparare ad amalgamare tra loro prodotti, e tradizioni materie prime diverse.

Come nasce di solito la tua idea per un piatto nuovo? Parti da qualcosa che già conosci per rielaborarlo, ti ispira una materia prima, oppure vai alla ricerca di un sapore particolare?

Per me la nascita di un piatto, è la pura espressione di emozioni…non seguo delle regole o degli iter precisi, mi affido all’istinto nella realizzazione di portate che riescano ad esprimere quanto io sento abbinando tra loro ingredienti e consistenze.

Un paio di consigli per chi volesse tentare di intraprendere la tua strada: perché la consiglieresti, e perché no? Quanto ha contato la formazione scolastica e quanto quella professionale nel diventare ciò che sei diventato?

Credo che il tutto si possa riassumere in una sola parola: passione! Per affrontare una scelta lavorativa come la nostra, bisogna avere passione, dedizione, costanza. Non bisogna arrendersi alla fatica e alle difficoltà. Bisogna affrontare la quotidianità con il desiderio continuo di crescita e di innovazione. Il nostro, è un settore in continuo movimento, dove nessuno creda possa mai sentire realmente arrivato….anche perché essere arrivati, significherebbe aver perso lo spirito e l’istinto creativo.

Sei un gigante buono che ama “prendere a schiaffi” in maniera benevola i concorrenti di Cucine da Incubo e chi lavora con te. Ma c’è qualcosa che ti fa arrabbiare davvero?

Mi fanno arrabbiare le persone che prendono le cose alla leggera….questo in generale, non solo sul lavoro, ma anche nella quotidianità.

 

Villa Crespi
Villa Crespi

Sei un chef rinomatissimo, pluristellato e amato dalla gente. Cosa non ti piace di te? In cosa secondo te devi ancora migliorare?

Non credo spetti a me dire cosa mi piace o meno di me….sono un ragazzo come gli altri, che ama il suo lavoro, la sua famiglia e che cerca di fare bene, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Migliorare…e chi non deve farlo?

Sei in procinto di aprire un nuovo ristorante a Novara. Come mai proprio la città piemontese e che novità proporrai ai tuoi clienti?

La scelta è arrivata un pò per caso….ma è arrivata e ne sono veramente felice: contento che quest’occasione si sia presentata a Novara, vicino ad Orta San Giulio e a Villa Crespi. Sarà per me la bellissima occasione di presentare un locale tutto nuovo. Ne sono veramente entusiasta.

Vivi sul Lago d’Orta, in una location fantastica. Non ti manca Napoli?

Certo che mi manca Napoli, e a chi non mancherebbe la propria città d’origine? Credo sia normale…ma sto bene dove sono, ho la mia famiglia, Villa Crespi, i miei progetti, il lago….devo dire che non mi manca proprio nulla.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci sarà una nuova edizione di Cucine da Incubo?

I miei progetti futuri?….Ho sempre tanti progetti in testa, sono il mio stimolo per continuare a crescere ed impegnarmi in nuove avventure….sono sempre stato un vulcano d’idee e in costante movimento, fin da quando ero piccolo, una peculiarità del mio carattere che mi ha sempre contraddistinto.
Ci sarà una nuova stagione di cucine da incubo.

Grazie Chef per la bella chiacchierata

Grazie a voi e un saluto ai lettori di Direttanews.it

Michele D’Agostino e Alessandro Pirruccio per Direttanews