Bce: acquisto dei titoli di Stato ormai certo

La nuova sede della Banca centrale europea a Francoforte (Thomas Lohnes/Getty Images)
La nuova sede della Banca centrale europea a Francoforte (Thomas Lohnes/Getty Images)

Non si tratta più solo di un’ipotesi. L’acquisto dei titoli di Stato dei Paesi dell’euro da parte della Banca centrale europea è ormai certo, si tratta solo di determinarne l’ammontare. Lo ha fatto sapere Benoit Coeuré, uno dei membri del board della Bce, annunciando che alla riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale, il prossimo 22 gennaio, sarà valutato l’acquisto dei bond sovrani. “Prenderemo in considerazione le esperienze statunitensi e inglesi per valutare l’ammontare delle obbligazioni da acquistare, per ristabilire la fiducia che l’inflazione torni ad un livello vicino e sotto il 2%”, ha dichiarato Benoit Coeuré al quotidiano francese Libération. L’obiettivo della Bce, come aveva detto in più occasioni il presidente Mario Draghi, è quello di riportare l’inflazione dell’Eurozona a livelli più vicini a quelli del target del 2% fissato dalla stessa Banca. L’inflazione in Eurozona, infatti, è troppo bassa e Draghi ha più volte messo in guardia contro il rischio di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione. Non solo, recentemente Eurostat ha comunicato che lo scorso novembre l’inflazione dell’area euro è stata negativa, a -0,2%, portandola dunque in deflazione. Anche se la Commissione europea si è affrettata a minimizzare il dato, sostenendo che si tratta di una situazione temporanea e influenzata per lo più dal crollo del prezzo del petrolio e dei beni energetici.

Già nei giorni scorsi, il presidente Draghi aveva annunciato come imminente l’acquisto di titoli di Stato attraverso un piano di quantitative easing. Poi era arrivato un primo via libera, con il parere favorevole dell’avvocato generale presso la Corte di Giustizia europea di Lussemburgo, lo scorso 14 gennaio. Ora giunge la conferma definitiva da Benoit Coeuré. “Se vogliamo aumentare significativamente gli asset che compriamo, l’opzione di base è comprare titoli sovrani“, ha detto sempre Coeruré, questa volta in un’intervista all’Irish Times. “Posso solo dire”, ha aggiunto, che, “perché sia efficiente, deve essere grande“. Dunque l’acquisto di titoli di Stato dovrà essere consistente, voci circolate nelle ultime ore hanno parlato di un ammontare dai 500 miliardi di euro in su.

Ieri, intanto la Banca centrale svizzera aveva anticipato le mosse della Bce, svincolando il franco svizzero dall’euro, a cui era legato da un tasso di cambio minimo a 1,20 franchi. Il cambio era stato bloccato nel settembre del 2011, quando in piena tempesta finanziaria in Europa, con la crisi dei debiti sovrani, molti investitori iniziarono a scappare dalla moneta unica europea per investire in beni rifugio, come il franco svizzero. Questa situazione però rischiava di sopravvalutare eccessivamente la moneta svizzera, da qui la decisione della Banca centrale elvetica di fissare un cambio minimo. L’inversione di rotta, che ieri ha sorpreso i mercati finanziari, provocando il panico alla Borsa di Zurigo, ha anticipato le mosse della Bce verso il quantitative easing. L’euro si stra progressivamente deprezzando sul dollaro e con la decisione della Banca centrale europea tenderà a svalutarsi ancora. Ragione per cui la Banca centrale svizzera ha ritenuto non più necessario il tasso di cambio minimo del franco.

V.B.