Cremonese-Mantova: scontri politici tra tifosi di casa, uno in coma

tifo violento
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Il derby di Lega Pro fra Cremonese e Mantova si è concluso, a livello extracalcistico, nel peggiore dei modi. La cosa più sorprendente è che questa volta sono stati scontri di natura politica tra due diverse frange della tifoseria cremonese a prevalere sulla rivalità tra le due città lombarde: il bilancio degli scontri avvenuti al di fuori dello stadio Zini, al termine della gara, è stato di 5 feriti, di cui uno grave.

Si tratta, nel dettaglio, di un 50enne militante del centro sociale antagonista Dordoni di Cremona, colpito alla testa durante gli incidenti e ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Maggiore. Le condizioni di E.V. restano gravi anche se stabili, come confermato dal bollettino medico diramato questa mattina che parla di “stato di coma in trattamento farmacologico. La prognosi è altamente riservata”.

Le autorità, temendo tafferugli, avevano separato all’interno dello stadio non solo i gruppi di supporter locali e quelli ospiti, ma anche la tifoseria di casa ricollegabile al centro sociale antagonista e quella invece di Casapound, che a Cremona ha una sede. Così, queste ultime due si sono fronteggiate all’esterno dell’impianto sportivo, attorno alle 18.30, muniti di spranghe e bastoni, causando, appunto, 5 feriti.

All’indomani degli scontri la polizia procede con le indagini, che finora hanno portato a segnalare una cinquantina di persone mentre altre continuano ad essere interrogate per accertare la verità sui fatti. Secondo la testimonianza degli antagonisti “Il nostro compagno è stato circondato da una ventina di persone, gettato a terra e massacrato con calci, pugni e spranghe”, versione alla quale i membri di CasaPound hanno ribattuto sostenendo di essersi solo difesi.

Sul profilo Facebook di Sel la vicenda viene duramente condannata e si annunciano richieste di chiarimenti: “Con il coordinatore Nicola Fratoianni abbiamo depositato una interrogazione al Ministro dell’Interno, affinché venga accertata la verità sulla aggressione di stampo fascista a danno dei militanti del CSA DORDONI di Cremona. Il governo faccia chiarezza sui fatti, attivando tutti i canali possibili. E sarebbe anche ora che intervenga per fermare le continue violenze neofasciste in tutta Italia, ad opera di Casapound e di altre organizzazioni dichiaratamente neofasciste”.

Ap