Il ministro Orlando alla Camera: “Giustizia sia terreno di collaborazione”

Andrea Orlando (Elisabetta Villa/Getty Images)
Andrea Orlando (Elisabetta Villa/Getty Images)

Il Guardiasigilli, Andrea Orlando, ha illustrato oggi alla Camera l’annuale relazione sull’amministrazione del tema giustizia, lanciando un appello: “Una giustizia efficiente è un importante obiettivo da raggiungere, un pilastro di ogni moderna democrazia. Faccio appello a tutte forze le politiche perchè la giustizia non torni a rappresentare terreno di misera polemica, ma di collaborazione”. Argomento principale dell’intervento del ministro è la lotta alla corruzione: “Le inchieste dimostrano che la corruzione ha raggiunto dimensioni intollerabile anche per il frequente suo intreccio con le organizzazione di tipo mafioso. Questo ha effetti devastanti sul piano economico e per i cittadini”.

Occhi puntati anche sulla responsabilità civile delle toghe, “una riforma che non ha una finalità punitiva”, sottolinea Orlando, ma nasce “dall’esigenza di corresponsabilizzazione di chi ha causato il danno” e non intende “comprimere l’autonomia o la libertà del magistrato”. Difeso anche il reato di falso in bilancio, “un tema cruciale nel contrasto delle più gravi forme di criminalità economica e mi auguro sinceramente che il confronto parlamentare possa svilupparsi proficuamente, contribuendo alla ricerca di soluzioni equilibrate ed efficaci”, tant’è che vi sono emendamenti al testo in esame al Senato, che intendono “considerare le condotte di falsificazione come illecito di pericolo elevando le pene per garantire la deterrenza della sanzione e l’efficienza delle indagini”.

La riforma della giustizia in ambito penale pone anche la necessità di un “rafforzamento del patteggiamento e la riforma del giudizio di appello, da trasformare in un controllo del giudizio di primo grado, e la razionalizzazione dei casi di ricorribilità per Cassazione”.

Lotta al terrorismo

Non poteva poi mancare, nel corso dell’intervento, un riferimento alla lotta al terrorismo internazionale, specie di matrice islamica, su cui ieri era tornato ad esprimersi il ministro degli Interni, Angelino Alfano, parlando di nove soggetti espulsi dal territorio nazionale nei primi giorni del 2015. Orlando ha sottolineato come la “crescente minaccia pone obbligo di un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione” ed è “ineludibile introdurre nuove misure”.

L’obiettivo, sostiene il Guardiasigilli, è quello di “rendere più efficace il modo di intervenire sui cosiddetti stranieri combattenti. Bisogna anche prevedere l’istituzione della Procura europea prevista dai trattati ed estenderla alla lotta contro la criminalità grave”. In pratica, le nuove misure sono ”mirate ad attuare selettivi e più stringenti controlli sui mezzi e i materiali che potrebbero essere impiegati per il compimento di attentati sul territorio nazionale, per agevolare l’applicazione di misure di prevenzione personali nei confronti dei potenziali stranieri combattenti”.

Prevista anche l’introduzione di “strumenti centralizzati di coordinamento delle investigazioni in materia di terrorismo”, una scelta che – spiega Orlando – “appare anche funzionale all’individuazione di un interlocutore unitario e adeguatamente informato sul fronte della cooperazione giudiziaria internazionale, nel quadro di un organico sviluppo di una sempre più sentita esigenza di politiche europee di contrasto al terrorismo internazionale”.

Chiudere gli Opg

Altro obiettivo del ministro Orlando, infine, è evitare “ulteriori ritardi” e “arrivare entro il termine stabilito” alla chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari. Sulla questione, viene rilevata una “leggera ma costante diminuzione” dei soggetti internati, scesi nel periodo tra il 31 gennaio 2014 e il 31 ottobre 2014 da 880 a 780, “dato ancor più rilevante se paragonato a quello del 2010, in cui si registrava la presenza di ben 1448 internati”.

La death-line prevista per la chiusura definitiva di tali strutture è il 31 marzo di quest’anno e l’annuncio viene accolto con soddisfazione dalla deputata del Pd e membro della commissione Giustizia, Vanna Iori: “Il superamento degli opg è fondamentale per vari motivi, a partire dalla necessità di considerare l’internato come una persona da riabilitare, fisicamente e psicologicamente, e non come un oggetto abbandonato a se stesso, come purtroppo avviene in molti opg fatiscenti, caratterizzati da condizioni umane e igieniche al limite della decenza”.

 

GM