Appalti truccati a Melfi, sindaco ai domiciliari

Melfi (foto pubblico dominio)
Melfi (foto pubblico dominio)

Il socialista Livio Valvano, sindaco di Melfi, cittadina di oltre 15mila abitanti in provincia di Potenza, nota per essere sede di uno dei più importanti poli industriali del Mezzogiorno, legato al gruppo Fiat, è agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta su appalti pubblici pilotati. Eseguite in tutto dalla Polizia di Stato sei misure cautelari firmate dal gip di Potenza, su richiesta del pm, a carico di imprenditori, amministratori e dipendenti pubblici.

Uno degli oggetti della misura cautelare è finito in carcere, quattro ai domiciliari e inoltre è stato notificato un divieto di dimora. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di turbata libertà di procedimenti di scelta del contraente, induzione indebita a dare o promettere beni e altre utilità e falso. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, l’inchiesta della magistratura potentina ha portato alla luce “un sistema di malaffare esistente all’interno del Comune” che aveva l’obiettivo di “far ottenere l’assegnazione di appalti e lavori pubblici in favore di imprese amiche o segnalate da amici o da politici del posto”.

La Procura della Repubblica sta inoltre provvedendo a notificare, attraverso la Polizia, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad altri 19 indagati. Venute alla luce, oltre ai reati contestati, anche “ipotesi di intestazione fittizia di beni”. Valvano è stato eletto nel maggio 2011 al ballottaggio, con il 63% delle preferenze, a capo di una coalizione di centrosinistra formata, oltre che dal Psi, da Partito democratico, Udc, Italia dei Valori e Sel.

 

GM