Marie Le Pen contro D’Alema ”Dobbiamo uscire dall’euro”

LE PEN D'ALEMA Per Massimo D’Alema:“L’euro non è responsabile della crisi”. Il leader storico della Sinistra italiana ritiene che la colpa sia del “ capitalismo finanziario selvaggio “. Non la pensa affatto così Marine Le Pen “è tutta colpa dell’euro” dice “una parentesi drammatica che ora è tempo di chiudere”. La leader del Front National è seduta di fronte a D’Alema nel salotto televisivo de La7 durante la trasmissione “Di Martedi”. La Destra francese è in vertiginosa ascesa, almeno quanto la Sinistra italiana dell’era Renzi è alla ricerca delle propria identità, anche sul fronte delle politiche comunitarie. La Sinistra di Renzi ha stravinto proprio le ultime europee, un successo difficilmente ripetibile fondato anche sulla promessa di una cambio di tendenza nei rapporti con la Ue: la fine dell’austerity, o quasi: chimere. Marine Le Pen non vuole attardarsi in una trattativa sulle politiche europee. Vuole uscire dall’euro, punto e basta. Anche per questo e il nome più accreditato per le prossime presidenziali francesi: uno scenario impensabile un paio di anni fa.

Nel confronto con D’Alema la leader francese sembra stravincere, almeno sul piano dialettico. E’ diretta, senza tentennamenti e con nessun distinguo, sui cui invece si attarda il politico italiano. “Senza euro saremmo stati peggio” prova ad argomentare D’Alema ma dopo sette anni di crisi le sue motivazioni sembrano aspirine per curare i malati di una battaglia epocale. Le Pen replica a D’Alema accenna ad un Unione Europea incompleta. E’ gelida, a tratti, assertiva come il D’Alema dei tempi migliori: “Lei fa sermoni, lei non fa riflessioni politiche. Queste cose ce le venivano a dire persone come lei quando è fallito il modello sovietico, per convincerci che il motivo era che ce n’è stato poco: Persone come lei venivano a dirci “Il modello sovietico non funziona perché non c’è né abbastanza, perché bisogna ce ne sia di più”. D’Alema è come braccato da una Le Pen abilissima nella semplificazione, nell’indicare catastrofi e vie d’uscita: “Io non capisco come una persona come lei possa ritenere un successo quello che sta accadendo ora in Grecia con il 50% di disoccupazione dei giovani e la diminuzione del 30% del valore dei salari”. La leader francese a tratti sembra debba essere fermata per non contest: troppo abile nel parlare alla pancia dell’auditorio, rapida ad enumerare la lunga serie di disastri economici degli ultimi anni e ad additare senza esitazioni,  un colpevole.

D’Alema è come un avvocato che deve difendere Monsier Landru. “Se vogliamo un posto alla tavola dove si decide solo un’Europa unita può averlo, il ritorno ai nazionalismi è ridicolo. Non si possono rimettere indietro le lancette della storia” dice D’Alema. Ma non basta. Puoi essere abile quanto vuoi, ma se devi giustificare uno sfacelo argomenti e cartigli per rievocare il glorioso passato europeo volano via inutili. “Lei difende l’euro quasi religiosamente – lo incalza la Le Pen – l’euro è diventata una religione come tale, in quanto tale. Ma guardiamo le cose da un punto di vista pragmatico: la zona euro è il buco nero della crescita mondiale; da quando è entrato l’euro le nostre industrie scompaiono le une dopo le altre, l’euro forte che lei tanto adora, ha comportato una perdita di competitività drammatica per la nostra economia: la disoccupazione aumenta in proporzioni mai viste negli ultimi decenni; ed oggi Lei ci spiega che le cose funzionano? Politicamente, Sig. D’Alema, secondo me lei ha una visione un po’obsoleta, una visione di “Destra” e “Sinistra”; ma non è questa la situazione. La frattura vera è tra coloro che difendono il diritto dei popoli a disporre di loro stessi, la Democrazia e la Libertà, e coloro che sono come Lei, cha adotta una visione post – nazionale di abbandono della libertà e della democrazia dei popoli”. La leader francese porta così la discussione su un piano diverso dove i riferimenti storici dell’interlocutore non hanno facile presa, non provocano quell’emozione che D’Alema vorrebbe suscitare con le sue parole. La le Pen sa bene orma come sfuggire all’accusa di ultranazionalismo “Io non ho una visione chiusa” dice “Ci sono movimenti che non sono per niente sulla mia stessa lunghezza d’onda e tuttavia hanno il coraggio di opporsi alla politica di imposta dall’Unione Europea: Podemos in Spagna, per esempio. Io mi sento vicina a coloro che difendono il governo del popolo dal popolo e per il popolo, non il governo della Commissione Europea per le grandi istituzioni finanziarie che operano attraverso la pseudo democrazie parlamentari europee”.

ADB