Antiterrorismo, nuovo rinvio del decreto

Il CdM guidato da Matteo Renzi (Elisabetta Villa/Getty Images)
Il CdM guidato da Matteo Renzi (Elisabetta Villa/Getty Images)

“Si comunica che il Consiglio dei Ministri già convocato per oggi alle ore 16 è sconvocato e rinviato a mercoledì 28 gennaio 2015, in orario che verrà comunicato successivamente”: con queste due righe, Palazzo Chigi ha comunicato un nuovo rinvio nella discussione del disegno di legge recante come dicitura “Misure per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale” e che ieri si sarebbe dovuto trasformare in un unico decreto che avrebbe dovuto riguardare sia l’antiterrorismo che le missioni internazionali.

La motivazione ufficiosa riguarderebbe il fatto che la parte del decreto inerente le missioni internazionali debba ancora essere messa a punto, ma altre fonti sottolineano attriti tra la Ragioneria centrale dello Stato e il governo guidato da Renzi: sostanzialmente vi sarebbero grosse difficoltà a reperire i fondi necessari a coprire le spese per avviare un’attività di contrasto. A ciò va aggiunto che l’istituzione di una superprocura antiterrorismo, sul modello di quella esistente contro la mafia, a detta di autorevoli fonti della magistratura non potrebbe avvenire per decreto legge.

Da giorni, intanto, circola una bozza di quelle che dovrebbero essere le nuove norme, che riguardano, in particolare, modificazioni alle norme esistenti in materia e disciplinate dall’art. 270-quater del codice penale. Dovrebbero essere introdotti il reato di “terrorista solitario”, ma anche l’autoaddestramento al terrorismo e l’attività di reclutatore di jihadisti, configurata come arruolatori di mercenari.

Queste dovrebbero essere poi le misure riguardanti i “foreign fighters”: nell’articolo 270-quater del Codice penale verrà aggiunto un secondo comma: “Fuori dei casi di cui all’art. 270-bis, e salvo il caso di addestramento, la persona arruolata è punita con la pena della reclusione da tre a sei anni”. Arriva quindi un nuovo articolo che punisce, sempre con il carcere da tre a sei anni, “chiunque organizza, finanzia o propaganda viaggi finalizzati al compimento delle condotte con finalità di terrorismo di cui all’articolo 270-sexies”, mentre sono previste modifiche anche all’articolo 270-quinquies e ai reati di istigazione a delinquere, le cui pene sono aumentate “se è il fatto è commesso attraverso strumenti informatici e telematici”.

Sanzioni vengono introdotte o rese più dure per chi costruisce armi fai-da-te, con reati come la “detenzione abusiva di precursori di esplosivi”. Infine, particolari concessioni, come la possibilità, per il questore, di rilasciare permessi di soggiorno a fini informativi, verranno introdotte a chi è ritenuto informatore necessario per la lotta alla criminalità transnazionale.

 

GM