Podemos, ecco il programma per salvare la Spagna

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Podemos Spagna
Pablo Iglesias, leader di Podemos (Dani Pozo/Getty Images)

Dopo essere salito sul palco a dare man forte al collega greco Tsipras, Pablo Iglesias, leader del partito di sinistra Podemos, è pronto a rituffarsi nella lotta politica spagnola. Il suo partito, nato dal movimento di protesta degli Indignados, è stato spesso accusato da destra e socialisti di non avere un programma preciso e di vendere soltanto fumo. Ora il programma arriva grazie anche all’apporto di alcuni economisti come Viçenc Navarro e Juan Diego Tor­res.

Il programma parte da due premesse: la prima è che “il capitalismo dà risposte insufficienti ai problemi delle persone” e la seconda sostiene che in quest’epoca neoliberale sono aumentate le ingiustizie e il rendimento delle economie non è cresciuto. I dati portati a sostegno di queste tesi parlano di 5 milioni di spa­gnoli a rischio grave esclu­sione sociale e dell’1% dei ricchi spagnoli che possiedono quanto il 70% dell’intera popolazione. Dopo queste premesse arrivano alcune delle ricette che Podemos vorrebbe mettere in pratica qualora vincesse le elezioni: crea­zione di una banca pub­blica, tassa patri­mo­niale, sala­rio minimo e limite mas­simo alle dif­fe­renze sala­riali, abo­li­zione delle «riforme» stile jobs act e del nuovo arti­colo 135 della Costi­tu­zione (pareg­gio di bilan­cio e «prio­rità asso­luta» del paga­mento del debito su qua­lun­que altra spesa), ridu­zione d’orario a 35 ore, incen­tivi agli inve­sti­menti nella green eco­nomy, lotta a spre­chi e cor­ru­zione, coge­stione nelle imprese.

La domanda quando si legge un programma politico, di qualsiasi partito sia, è sempre la stessa: tutte queste cose si potranno realizzare? E se si, quando? Lo stesso Iglesias sembra consapevole che non tutto si potrà fare subito e che per molte iniziative ci vorrà una mediazione con l’Europa e le sue regole. Non a caso il leader di Podemos ha già messo le mani avanti dichiarando che in caso di vittoria “i rap­porti di forza reali ci impe­di­ranno di fare subito quello che vor­remmo”. Il responsabile di tutto sarebbe anche secondo Iglesias la presenza dell’Euro, una moneta nata con errori di costruzione che secondo lui “non furono casuali, ma rispon­denti agli inte­ressi di ban­che, grandi imprese e Germania”. La speranza è che l’euro con le sue storture e la necessità di rendere conto a Bruxelles non diventi anche per Podemos, come è stato per molti anche in Italia, una scusa per non attuare, in caso di vittoria, il programma elettorale.

F.B.