Primarie Campania, De Luca va avanti nonostante condanna

Vincenzo De Luca (foto Presidenza della Repubblica)
Vincenzo De Luca (foto Presidenza della Repubblica)

“Se qualcuno pensa che una vicenda come quella che sto vivendo possa concludersi in maniera burocratica, e mi riferisco anche a qualcuno del Pd, con un saluto e una stretta di mano se lo tolga dalla testa”, con queste parole, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca nel corso della conferenza stampa a Palazzo di Città manifesta l’intenzione di non ritirarsi dalle primarie del centrosinistra in Campania, dopo la condanna in primo grado, giunta 24 ore prima, a un anno di reclusione per abuso di ufficio nel processo sul termovalorizzatore.

Il primo cittadino è sicuro di sé: “Solo qualche squinternato poteva pensare di trovare a mio carico un reato per peculato. Io non intendo arretrare di un millimetro, dalle primarie non mi ritiro“. Su di lui, pesa la scure della legge Severino, che dovrebbe sospenderlo dall’incarico, ma visto il precedente del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha vinto il ricorso al Tar, ‘sospendendo la sospensione’, De Luca è pronto ad andare avanti nella corsa per la presidenza della Regione Campania.

Il caso De Luca, però, riapre proprio la discussione sulla legge Severino, con Francesco Paolo Iannuzzi e Giosi Ferrandino, presidente e vicepresidente di Anci Campania, che intervengono a proposito: “Nel pieno rispetto dell’operato della magistratura, Anci Campania esprime la convinzione che il Governo debba serenamente valutare opportune modifiche alla Legge Severino nell’ottica di un superamento degli aspetti che destano maggiori criticità”.

Prosegue la nota: “L’Associazione dei Comuni della Campania, in sintonia con Anci nazionale, è in prima linea a difesa della buona amministrazione dei Comuni all’interno del nostro ordinamento, nel quale vige il presupposto di non colpevolezza fino al terzo grado”.

“Perplessità sulla Severino” sono state espresse poco fa anche il presidente della Campania, Stefano Caldoro: “E’ la politica chè ha deciso e ha fatto una legge che limita la possibilità a qualcuno di potersi candidare e poter avere o non avere il consenso dei cittadini: la possibilità di vincere o perdere di fronte al fatto che non c’è una condanna definitiva”.

Nuovo caso Liguria?

Sulle primarie è intervenuto, in un colloquio con ‘Il Velino’, Marco Di Lello, Presidente dei parlamentari socialisti, che ha sottolineato il rischio – o meglio dire la certezza – di un nuovo caso Liguria: “Da tempo denuncio i rischi di primarie senza regole certe, non a caso non ho formalizzato la mia candidatura. Non si possono organizzare consultazioni se non si ha un albo degli elettori che escluda ad esempio, gli extracomunitari che non potrebbero votare alle elezioni vere e proprie, non possiamo fare le primarie senza un tetto di spesa per i candidati. Così, altro che Liguria”.

Di Lello non risparmia quindi critiche alla scelta, al momento dell’intervista non ancora formalizzata, di De Luca di restare in corsa per le primarie: “Io sono garantista sempre, ma tengo al rispetto delle regole che in questo caso vengono stabilite dal Pd: certo si pone un problema all’atto in cui scatta per Vincenzo De Luca l’applicazione della Legge Severino: in quel caso dovrebbe fare un passo indietro perché non potrebbe rispettare gl’impegni assunti in campagna elettorale”.

Il sindaco di Salerno ha intanto incassato la solidarietà di Gennaro Migliore, ex Sel e oggi candidato col Pd alle primarie, il quale ha spiegato al ‘Corriere del Mezzogiorno’: “Spero anche che nei gradi successivi De Luca abbia tutta la possibilità di ribaltare la sentenza. A lui va tutta la mia solidarietà umana e politica. Sincera”. Quindi sul ritiro della candidatura eventuale da parte di De Luca: “Questa è una valutazione che dovrà fare il partito. E il partito lo dovrà fare insieme con De Luca, non da solo”.

 

GM