Stamina, Vannoni chiede il patteggiamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:40
Davide Vannoni (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Davide Vannoni (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il patteggiamento di una pena pari a un anno e dieci mesi, in cambio del ritiro del ricorso al Tar del Lazio contro il ministero della Salute e della cessazione in Italia delle attività di Stamina Foundation: questa la richiesta avanzata ufficialmente oggi da Davide Vannoni e sulla quale verrà espresso il parere del pm Raffaele Guariniello. Sarà poi il gup di Torino Potito Giorgio a pronunciarsi, martedì prossimo, sulle richieste di patteggiamento che stanno giungendo dalla maggior parte degli altri imputati.

La settimana scorsa, infatti, durante l’udienza preliminare del processo sul cosiddetto metodo Stamina, che vede indagati oltre a Vannoni, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, somministrazione di medicinali guasti in modo pericoloso per la salute, esercizio abusivo della professione medica, Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, Gianfranco Merizzi, presidente dell’associazione farmaceutica Medestea, la biologa Erica Molino e Carlo Tomino, componente dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa), si era prospettata una richiesta di patteggiamento di massa, dopo che Roberto Ferro, uno dei medici coinvolti che avrebbe concordato una pena e un anno e otto mesi.

Gli stessi legali di Vannoni, Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, avevano precisato: “Anche Davide Vannoni non esclude questa strada, è una delle conclusioni possibili”. Secondo l’accusa, Vannoni – che di Stamina Foundation è presidente – era a capo di “una banda pronta a tutto pur di fare quattrini”. A supporto delle accuse, sono entrati negli atti del processo 42 faldoni di documenti sulle cure somministrate a pazienti a Torino, Carmagnola, San Marino, Trieste e Brescia dal 2008 all’estate scorsa.

 

GM