#EmilioResisti, scontri al corteo di Cremona

Scontri di piazza (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Scontri di piazza (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Per Emilio, per tutte le compagne e i compagni cremonesi e per rimarcare che i fascisti non hanno agibilità nelle nostre città aderiamo e saremo presenti al corteo nazionale antifascista, determinato, autodifeso e militante indetto a Cremona”, con queste parole la Coalizione dei centri sociali dell’Emilia Romagna annunciava – attraverso il portale di movimento Globalproject – la propria presenza al corteo convocato a quasi una settimana dai violenti scontri avvenuti nella cittadina lombarda a margine della partita di calcio tra la squadra di casa e il Mantova.

Agli scontri era seguita quella che a detta degli antagonisti è stata una vera e propria imboscata da parte di attivisti di CasaPound nei pressi del centro sociale Dordoni, che aveva provocato il gravissimo ferimento di Emilio Visigalli, esponente dello spazio sociale, tuttora ricoverato in gravi condizioni per via delle lesioni al capo. Oggi, dietro lo striscione “Chiudere tutti i covi fascisti #EmilioResisti” si sono ritrovati in migliaia, seimila secondo alcune fonti della Questura rilanciate dalle dirette ‘antagoniste’, provenienti da molte zone in particolare del Centro-Nord.

In testa al corteo, la moglie di Visigalli, che aveva lanciato un appello ad “azzerare la brutalità con una partecipazione responsabile”, mentre diverse erano le bandiere presenti di Rifondazione Comunista, dell’Usb e soprattutto dell’Anpi, l’associazione che fu dei partigiani italiani nell’immediato dopoguerra e che oggi raccoglie adesioni da parte di migliaia di antifascisti di diverse generazioni, la quale ha sottoscritto e rilanciato appelli a tenere alta l’attenzione contro la deriva dell’estrema destra.

Momenti di altissima tensione si stanno respirando in questo momento a Cremona: qualche decina di attivisti, con casco integrale e bastoni, da una parte e polizia in assetto antisommossa dall’altra si stanno infatti scontrando da diverso tempo per le strade della città lombarda. I manifestanti lanciano bombe carta e denunciano: “La polizia spara lacrimogeni al CS per difendere i covi fascisti”. L’obiettivo di un nutrito spezzone di antagonisti sembra infatti quello di raggiungere la locale sede di CasaPound, ma le forze dell’ordine stanno respingendo sinora gli assalti.

 

GM