Notte dell’Onestà, il popolo pentastellato riempie Piazza del Popolo

Militante del Movimento 5 Stelle (Getty Images)
Militante del Movimento 5 Stelle (Getty Images)

Sono tantissime le persone che si sono ritrovate fin dal primo pomeriggio a Piazza del Popolo a Roma per la “Notte dell’Onestà”, organizzata dal M5s, “per non rimuovere e mantenere vivo il ricordo delle scandalose vicende di Mafia Capitale e nel resto d’Italia e per continuare a lottare insieme, dentro e fuori le istituzioni”. L’incontro, spiegano i pentastellati, è “un’occasione per stare insieme a tanti cari amici e ospiti che ci verranno a trovare e a sostenerci quale unica forza politica che possa vantarsi di parlare di onestà”.

Ad aprire la kermesse, l’attore Enrico Montesano, il quale ha recitato un sonetto dedicato all’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’, poi è stata la volta di Claudio Santamaria e Claudio Gioè che hanno “interpretato” le intercettazioni dell’inchiesta romana. Attesissima Sabina Guzzanti, mentre dal palco Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, ha scandito tre volte la parola ‘Resistenza’, facendo riecheggiare le parole del procuratore Francesco Saverio Borrelli pronunciate il 12 gennaio 2002 nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Spazio anche agli esponenti politici del Movimento 5 Stelle, con Beppe Grillo che arrivando alla kermesse ha sottolineato: “Per me l’onestà è l’onestà intellettuale, non quello che ruba e non ruba e poi si stanca anche di rubare. Non è quello. Parlare con persone leali, la politica aperta, noi siamo questo”. Protagonisti soprattutto i parlamentari romani, con la deputata Roberta Lombardi che ha sentenziato: “Ci siamo addormentati cittadini di Roma Capitale, ci siamo svegliati abitanti di Mafia Capitale. La mafia si è fatta Stato quando lo Stato ha rinunciato a fare lo Stato. Roma se la ripijamo”.

Accorato anche l’intervento della senatrice Paola Taverna: “Io me la ricordo Roma, mi ricordo piazza Vittorio con il mercatino, adesso vai lì e ci sono solo insegne cinesi. Io me la ricordo Roma poi l’abbiamo lasciata in mezzo ai delinquenti”. L’esponente grillina ne ha anche per il sindaco Ignazio Marino e in generale per l’intera classe politica: “Per loro, questa non è la capitale, sò sempre pronti a sfruttà la zinna della lupa de Roma nostra. Quindi ricorda una massina di Gioacchino Belli, prima di ironizzare sullo stato delle strade”.

Una parentesi sul Quirinale

L’attesa è però tutta per quel che diranno i pentastellati, in particolare Beppe Grillo, sul Quirinale e sulle consultazioni che il Partito democratico ha indetto per martedì. Sinora, il portavoce nazionale del Movimento 5 Stelle, intercettato dai cronisti, si è limitato a una battuta lapidaria: “Il Nazareno? Io non so cosa sia il Nazareno… Non ci fidiamo di nessuno”.

Ad anticipare quella che sarà la posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle è stato il deputato Alessandro Di Battista, uno dei membri del direttorio: “Con tutto il rispetto, ci è andato Berlusconi, noi al Nazareno non ci andremo. Renzi fuori i nomi. Lei ha deciso che il Capo Stato sarà eletto dalla quarta votazione e così il nome sarà espressione di un partito solo: quello suo e di Berlusconi, quello del Nazareno. Per eleggere il presidente di tutti lo si elegga nei primi tre scrutini”. Di Battista ha concluso: “Non li faccia a noi, ma al popolo, a tutta la nazione. Noi li sottoporremo al giudizio della rete che deciderà in modo nonesto e non nelle segrete stanze del potere”.

 

GM