Sud Sudan: rilasciati 3.000 bambini soldato

Sud Sudan
Un bambino soldato (Mohamed Dahir/Getty Images)

Nel Sud Sudan la crisi politica e umanitaria sembra non avere fine. Il Paese non conosce pace addirittura dal 1955 quando scoppiò la prima guerra civile tra Sudan e Sud Sudan che portò poi all’indipendenza del Sud Sudan nel 2011. Poi nel 2013 un’altra guerra civile in seguito ad un presunto colpo di stato da parte dell’ex vice presidente Machar di etnia nuer ai danni del presidente Kiir di etnia dinka. E questa guerra ha dato il colpo di grazia al Paese provocando secondo i dati ONU 1,4 milioni di persone sfollate e 480mila rifugiati. Si calcola che quest’anno avranno bisogno di assistenza circa 3,8 milioni di persone.

Alla tragedia umanitaria si aggiunge quella insopportabile dei bambini soldato. Infatti per questa guerra iniziata nel dicembre del 2013 sono stati reclutati secondo l’Unicef circa 12mila bambini da diverse milizie in guerra. Un numero impressionante, un numero che sembra troppo grande per essere vero. Eppure è così, ma adesso si apre qualche spiraglio di speranza. Infatti è arrivato in queste ore l’annuncio che un gruppo armato rilascerà gradualmente circa 3mila bambini soldato di età compresa tra gli 11 e i 17 anni. Un primo gruppo di 280 bambini è già tornato in libertà così come ci fa sapere l’unicef che è stata parte attiva nei negoziati per il rilascio. Ora si porrà il problema di come gestire l’uscita dall’incubo di questi bambini. Jonathan Veitch, rappresentante Unicef nel paese, ha detto che il rilascio dei giovani “richiede una risposta collettiva per fornire sostegno e protezione a coloro che hanno bisogno di ricostruire la propria vita”.

Purtroppo il conflitto nel Paese non dà l’impressione di placarsi e, come afferma anche l’UE impegnata attivamente negli aiuti umanitari al Paese, se non si risolve la crisi politica difficilmente il Sud Sudan ritroverà la pace.

F.B.