Germania: inflazione negativa a gennaio

Angela Merkel al Bundestag (TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)
Angela Merkel al Bundestag (TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)

Brutte notizie per la Germania, a gennaio l’inflazione è negativa, registrando un pessimo -0,3% su base annua. L’indice armonizzato europeo segna -0,5%. Gli analisti si attendevano un -0,2%. Per l’economia tedesca si tratta del peggior dato dal 2009.

La Germania entra così in deflazione e si conferma quel trend negativo sull’inflazione in Europa su cui più volte il presidente della Bce Mario Draghi aveva messo in guardia. Un andamento negativo che ha spinto la Banca centrale europea ad adottare una misura di politica monetaria espansiva come il quantitative easing, nonostante l’opposizione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann. I rigoristi tedeschi e da ultimo il banchiere Jürgen Stark avevano messo sotto accusa le politiche di Mario Draghi. Ora si dovranno ricredere.

L’inflazione in Germania a dicembre aveva fatto registrare un modesto +0,1%, già allora in calo e lasciando presagire il peggioramento futuro.

L’economia della Germania, comunque, non se la passa male. Ieri il governo tedesco ha visto al rialzo le proprie stime sul Pil 2015, che passano da +1,3% dello scorso ottobre a +1,5% di oggi. La crescita dell’economia tedesca sarà spinta dall’aumento dell’occupazione e dall’incremento dei consumi favoriti dal calo del prezzo del petrolio.

Sul fronte del lavoro, il governo tedesco prevede che quest’anno gli occupati saliranno a 42,8 milioni, un record storico. Nel frattempo la disoccupazione scende ai minimi storici, con il tasso di gennaio al 6,5% rispetto al 6,6% di dicembre (inizialmente stimato al 6,5% e poi rivisto in rialzo). Il numero dei disoccupati in Germania è di 2,84 milioni, in calo di 9.000 unità a gennaio.

Il ministro per l’Economia e l’Energia, Sigmar Gabriel ha dichiarato: “L’economia tedesca ha ripreso un cammino di crescita nonostante le turbolenze geopolitiche dello scorso anno”. Ora “il Governo si aspetta che l’introduzione di un salario minimo, così come l’incremento dei pagamenti pensionistici pubblici, faranno aumentare la domanda dei consumatori“, ha spiegato il ministro dell’Spd. “L’economia tedesca è in buono stato. L’occupazione ha raggiunto un livello record, la disoccupazione è in calo e la performance del mercato del lavoro consente aumenti salariali notevoli”, si legge nel rapporto del governo tedesco. “Le condizioni dell’export continuano a essere difficili a causa delle tensioni geopolitiche e della continuata debole crescita della zona euro”.

Nell’Eurozona era entrata in deflazione lo scorso dicembre, con l’indice dei prezzi al consumo che aveva registrato un -0,2%.

V.B.